Camminare lentamente, camminare in salita sull'acciotolato pedonale, camminare sui marciapiedi pieni di buchi, camminare con il cuore in gola per i 2600 metri di altitudine. Camminare senza bussola, senza gps, senza sapere dove andare. Andare incontro alla citta, alla cultura, alla gente. Osservo i muri, osservo le inferriate, le porte, osservo la gente entrare ed uscire dalle case, servire i turisti ai tavoli, lavare la biancheria. Osservo i murales sulle pareti esterne delle case, i giardini curati ed annaffiati. Osservo i mendicanti vaneggiare strisciando i piedi sino ad inciampare a pochi centimetri dall'angolo del marciapiede. Osservo la parte di me che rivive in questa realtà diversa ed emozionante. Chissà cosa noi occidentali veniamo a cercare qui. Forse una chimera, un'illusione che ci fa credere che si puo vivere diversamente. Qui certamente vivono in modo diverso, con più cuore, ma anche con molta più povertà. Questo viaggio mi porta a riavvicinarmi alla spiritua...