Giverny mon amour : primo giorno

 Alle 5:33 suona la sveglia e alle 6:33 siamo sul treno che ci condurrà a Malpensa. Il volo su Parigi fila liscio come pure il ritiro dei bagagli e il noleggio dell'auto.

Finalmente siamo in strada e voliamo di gran carriera tra i fazzoletti di vegetazione patchwork verso la nostra destinazione di oggi: Giverny. Stiamo parlando della culla dell'impressionismo. Monet si trasferì qui nel 1883 e ci rimase fino alla sua morte nel 1926.
Le pareti esterne delle casette della cittadine rurale sono ricoperti da edera e questa vegetazione incornicia i verdi infissi delle finestre. La via principale pullula di turisti in cerca di arte e di ispirazione. È bastato un post instagram per condurci qui e ora che tocchiamo con mano questo sogno diventato realtà ci sentiamo felici e grate. La cittadina ci accoglie con un bel sole, ma poco dopo il cielo si rannuvola e l'acqua non tarda ad arrivare. Si può parlare di pioggerella?? Nooooo, è un vero acquazzone!! Piove copiosamente per mezz'ora e poi possiamo tornare a vagabondare per la rue de Monet. Ovunque ci giriamo gli occhi si posano su aiuole di fiori bellissimi e coloratissimi, una vera magia! Pranziamo in una terrazza molto bella che si affaccia su un giardino ricco di fiori. È un angolino di paradiso di grande romanticismo.
La sera invece facciamo un aperitivo all'hotel Boudy, posto delizioso che frequentavano i grandi impressionisti dei tempi d'oro: Renoir, Cezanne, ... Percepiamo l'energia dell'arte e poi ci dirigiamo a cena al ristorante all'aperto di nome Parenthèse. Le luci appese sopra la nostra testa illuminano la serata e donano calore alla nostra prima giornata francese. Questa notte dormiremo qui a Giverny in un posticino accogliente e tipico della Belle Epoque. Chissà se domattina potremo fare colazione al tavolino bianco fuori dalla nostra stanza. Sarebbe bello iniziare così il nostro secondo giorno.


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