Giorno 3: diario
Mi sono dimenticata di raccontare molte cose che centrano con la giornata di ieri. La prima è che sono entrata a sbirciare nell'hotel Alfonso XIII a cinque stelle. Alle nostre latitudini generalmente non ti puoi neppure avvicinare col pensiero. Io ho potuto fare un giretto in quello sfarzo e poi andare in bagno. A cena mi sono poi spostata vicino a Las Setas e ho mangiato un buon hamburger. All'esterno del locale una donna e i suoi due musicisti si sono esibiti in una bellissima ed emozionante ballata flamenca.
Ho atteso le 21.45 e mi sono diretta verso plaza de España; l'idea era di intenerire le guardie e intrufolarmi al concerto. Ma i gorillozzi erano molto rigidi e non c'è stato verso di convincerli. All'inizio mi sono posizionata vicino ai cancelli e poi mi sono spostata nel parco da dove si poteva scorgere il televisore con la Pausini in action. È stato bello poter assistere al concerto sentendo le sue più famose canzoni cantate in spagnolo. A mezzanotte inoltrata mi sono incamninata verso il centro insieme ad una fiumana di gente che ama la movida di Siviglia. Questa è vita, che allegria! Le mie coinquiline quando sono rientrata per fortuna erano ancora fuori, non le avrei rette! Alle 18 si sono presentate in stanza e hanno parlato a macchinetta in inglese per 2 ore. Volevo morire! Qui a Siviglia la maggiorparte dei turisti è americana.Ci saranno certamente altri fatti che avrò sbadatamente omesso, ma ora andiamo avanti.
Questa mattina mi alzo, faccio colazione, preparo il bagaglio ed esco alla calura mattutina. Cammino per 15 minuti e arrivo alla mia destinazione. Sono seduta alla stazione dei bus ed emergono dei ricordi importanti. Durante i miei 2 anni sabbatici i grandi spostamenti partivano dalle stazioni degli autobus. L'attesa di vivere momenti intensi, l'immaginazione nel ricamare splendidi panorami che avrei visto mi esaltava molto e scaldava la mia anima. Mi guardo in giro e vedo le facce degli altri viaggiatori, immagino dove andranno e cosa faranno. Sul mio bus salgono parecchi turisti.
La gente mi sta ufficialmente sulle palle; si comporta in maniera cosi stupida ed indispone parecchio! Io ho comprato a Siviglia una bella maglietta sul tema...hehe!
Sono seduta al primo posto, anche oggi in pole position. Ho una bella vista fuori dal finestrino.
Il viaggio dovrebbe durare 1 ora, poi il bus proseguirà per Faro e Albufeira. L'autista è bello "pizzo" e redarguisce tutti senza un minimo di contegno né pazienza.
Il bus corre veloce sull'autostrada ed io sono felice di vedere un panorama diverso rispetto a quello che ho visto negli ultimi giorni.
C'è molto traffico, è sabato e probabilmente la gente va al mare per il week end o per le vacanze.
Il viaggio dura quasi 2 ore e fa un freddo polare sul bus! Sono passata dal forno al congelatore senza acclimatizzazione alcuna!
Il viaggio dura 2 ore perché il Portogallo ha 1 ora di differenza con la Spagna, le lancette vengono portate indietro.
Arrivo a Tavira e scendo da questa cella frigorifera. Il mio corpo è in shock e ci impiega 15 minuti per tornare alla sua abituale temperatura. Cerco di orientarmi e mi dirigo verso il centro. Salgo la strada verso il castello e la chiesa. Li visito e poi proseguo verso la zona nevralgica di Tavira. È tutto intonacato di bianco e questa cittadina mi ricorda molto il centro brasiliano di Paraty; mi ricorda anche molto la Colombia. Noto subito che è un paesino molto turistico. La piazzetta è accogliente come pure i barettini. Mi siedo lungo il fiume in un ristorantino e il cameriere inizia subito a mettere alla prova le mie conoscenze della lingua portoghese. È gentile e me ne sorprendo, ma poi mi accorgo di non essere più in Francia!
Mangio calamari grigliati (lulas grelhadas) con patate.
Si sono fatte le 14 ed io dovendo attendere le 16 per fare il check in al b&b faccio un giro per il centro con al collo la mia macchina fotografica e poi mi siedo in un giardinetto a leggere e a riposare.
Sto attendendo con ansia di andare in spiaggia, mi manca il mare! Adoro l'arte di Siviglia, ma il mare è il mare!
Per spostarmi in spiaggia devo prendere una barca, che costeggiando le saline mi porterà a la praia de Ilha de Tavira.
Tira il vento e fa freschino. Dopo il bagnetto mi rivesto e rientro in città. Questa sera dovrei andare a mangiare in una cervejeria e poi forse farò un giretto al mercatino de artesania.
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