Giorno 2: diario

Alle 8 mi alzo e faccio colazione all'ostello. Quando esco sono le 8.45 e mi dirigo alla porta del leone. Mi metto davanti alla porta e attendendo le 9.30 quando apriranno i battenti di questo maestoso palazzo di nome Real Alcázar. Alle 9.19 sono 23 gradi; alle 14 sono 31; alle 15.00 sono 36. Sono la prima ad entrare e credo che questa sia la mi prima volta; sono in pole position. Normalmente non me me frega nulla di sgomitare per stare davanti, ma oggi ci tengo a fare delle belle foto senza nessuno tra les cocones.

Siviglia raggiunse l'apice del suo splendore tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, quando nel suo porto giungevano le ricchezze provenienti dalle Americhe e la città divenne la capitale del mondo. Il rinascimento e il barocco ne determinano la fisionomia, ma senza cancellare il passato arabo e mudéjar (originale mescolanza tra i materiali e le tecniche costruttive ispano-musulmane e le forme romaniche e gotiche introdotte dai castigliani).
Come descrivere io l'alcázar??
Il palazzo Alcázar di Siviglia in una parola? Un labirinto. Se alle prove di orienteering (quanti ricordi 😄) facevo una fatica bestiale, oggi mi sono ritrovata ad allungare la visita di svariati minuti. Io sono rimasta dentro due ore non tanto per il numero di attrazioni, ma perché mi perdevo ad ogni nuova stanza. 
Questo palazzo sorge nel centro del potere della città, dove un tempo si trovava l'acropoli romana, poi una basilica neocristiana, edifici visigoti e un castello arabo. È un palazzo reale situato in centro città, progettato e costruito dai Mori. Nel IX secolo fu costruita la prima acazaba (cittadella), che due secoli dopo divenne un alcázar (palazzo, fortezza) e nel XIII secolo un palazzo-fortezza Almohadi (arte musulmana).
Appena sono entrata mi sono precipitata a vedere il Palacio del Rey Don Pedro. Questo palazzo fu la prima reggia sfarzosa costruita per un re castigliano, in quanto in passato i sovrani erano sempre vissuti in castelli difensivi.
Il palazzo sfoggia l'ispirazione dell'Alhambra di Granada in maniera chiara nelle sue geometrie. Il Palacio del Rey Don Pedro mostra ancora oggi l'opulenza e l'architettura mudéjar con caratteristiche sia moresche che cristiane. Il fregio sulla facciata del palazzo è un'epigrafe delle origini del palazzo con incisioni che alludono a questa simbiosi perfetta di stili.
Mi colpiscono molto gli Alfarjes ovvero i soffitti e le lavorazioni in legno. Questa ala mudéjar è purtroppo in ristrutturazione e non si lascia ammirare in tutto il suo splendore.
Il Salon de embajádores è il mio preferito perché il soffitto è meraviglioso con la cupola dorata.
Qui si svolsero anche le nozze di Carlo I e Isabella del Portogallo nel 1526
Le 11 stanze del Cuarto Real Alto invece non le visito perché non sono incluse nel mio biglietto.
Visito il Patio de las Doncellas, il Patio de las muñeca, il Palacio gótico e los Baños de Doña María de Padilla.
I giardini sono belli ma non sono fioriti.
Salgo lungo il corridoio terrazzato per ammirare i giardini dall'alto.
L'Alcalzar di Siviglia è un'attrazione ritratta in innumerevoli opere d'intrattenimento, come la serie tv Il Trono di Spade, ed è entrata a far parte dell'immaginario spagnolo quasi a rappresentarne la confluenza di stili architettonici e religiosi che in questo paese si sono scontrati e poi riappacificati per secoli lasciando tracce delle loro culture in ogni angolo di strada.
Sono ammaliata e felice, ma purtroppo lungo la via dell'uscita mi ritrovo ad assistere ad una scena pietosa : un uomo italiano urla per svariati minuti contro la moglie e le figlie per via di una fotigrafia. Non ho parole e non ne voglio neppure cercare.
Finita la visita dell'alcázar mi dirigo al mercado de artesania. Ovviamente dopo aver girato il mercatino me ne torno all'ostello con 3 paia di orecchini bellissimi ed originali... hehe! D'altronde la scusa è che pesano poco!
È ora di pranzo e mi mangio una cesar salad accompagnata da un bicchiere di sangria.
Certo che dopo aver bevuto la sangria, la torre Giralda si piega di lato come la torre di Pisa! Salgo la torre con il caldo addosso e le gambe un po' instabili.  Devo percorrere ben 34 lati e giuro che ce la posso fare! Mi ricordo della Torre, l'ho già salita anni fa!
In cima c'è un'arietta magnifica che mi fa smaltire la sangria. Le campane suonano e mi spavento a morte!
Una volta scesa mi attende la visita della cattedrale.
Quest'ultima fu fatta costruire dal Califfo Almohade Abuia... (ma che nome è?? Non riesco neppure a scriverlo!) nel 1172. Alcuni resti sono ancora conservati nel cortile degli aranci e sulle porte. Nel 1200 il re di Castiglia Ferdinando III fu l'artecipe della conquista di Siviglia. Consacrò la moschea a culto cristiano e la dedicò a Santa Maria della Sede. Nel 1400 i canonici decisero di ordinare la costruzione di un grande tempio gotico.
Questo edificio è inondato di luce e presenta grandi spazi e cupole altissime.
Imponente è la sua Cappella maggiore: il presbiterio è chiuso da 3 inferriate rinascimentali. All'interno c'è un tabernacolo argentato. Al di sopra c'è la madonna della Sede.
La pala d'altare maggiore è la più grande del cristianesimo. 80 anni ci sono voluti per crearla. Prevale lo stile gotico ma c'è anche l'influenza rinascimentale. Presenta 44 rilievi e sculture che rappresentano la storia della Salvazione.
Che rimane da vedere? Penso una marea di cose! Quindi? Decido di combattere il caldo e  andare oltre il fiume a cercare la Cartuja che ospita il museo di arte contemporanea. Non mi interessa quest'arte ma la struttura mi ispira molto. In passato era la fabbrica dove creavano i prodotti di ceramica tanto famosi a Siviglia.
La visito e me ne torno a casa a riposare. La noche mi attende, e forse anche la Pausini... chissà...

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