Giorno 2: diario
Ci alziamo e troviamo la nostra stanza immerse dalle verdi piante del giardino. È tutto così verde in questa cittadina! Il tavolino bianco esterno alla nostra porta è bagnato e non ci permette il lusso di usarlo per fare colazione Ci vestiamo, impacchettiamo i nostri averi e andiamo a visitare i tanto agognati giardini di Giverny. Il tempo non è dei migliori e l'ombrello è a portata di mano.
Il paesaggio di Giverny con il suo suggestivo giardino d'acqua, le ninfee e il suo ponte giapponese ispirò Monet nei suoi più celebri dipinti. La casa di Monet è presa d'assalto dai turisti e nonostante la pazienza e la buona volontà, la fatica e l'irritazione si impossessano di noi.Claude Monet decide nel 1883, all’età di 43 anni, di trasferirsi con la propria famiglia (la compagna Alice, i sei figli di lei e i suoi tre figli) nei pressi di un paesino normanno di 300 abitanti, Giverny. Qui, nel punto di confluenza della Senna con l’Epte, il pittore, rapito dalla bellezza del paesaggio, trova il luogo ideale per praticare le sue due passioni: la botanica e la pittura. Egli acquista una grande casa, con un fienile che diventerà il suo atelier, davanti alla quale si estende un ampio giardino. Monet fa di questa proprietà, il Clos Normand, una vera e propria opera d’arte!
La casa è dentro e fuori scintillante di colori vivaci che si discostano dagli interni, generalmente piuttosto scuri, delle case borghesi del periodo: la facciata è rosa, la cucina è rivestita di mattonelle decorate in blu, la sala da pranzo è di un giallo vivo e il salotto di un azzurro delicato. Il tutto è arricchito da un’ampia collezione di stampe giapponesi, tra le quali vanno ricordate le opere di Hiroshige o di Utamaro e Hokusai.
Terminiamo la visita dei giardini dirigendoci al magnifico laghetto delle ninfee.
Sembra di essere catapultate in un dipinto magico ed emotivo di Monet. I colori brillano, le gocce splendono, i ponticelli verdi sgargiano e tutto parla di colori e amore.
Terminiamo il nostro giro di Giverny mangiando una buona crêpe alla patisserie del paese. Ha smesso di piovere e poi ha ricominciato. Per questo motivo il giardino è così rigoglioso??
Dopo tanto verde e tanti colori ci spostiamo nella città di Rouen, capoluogo della Normandia e città portuale sulla Senna. Fu un importante centro nel periodo romano e nel Medioevo, e oggi ospita chiese gotiche, come Saint-Maclou e Saint-Quen, e un centro pedonale lastricato con case medievali in legno e muratura (a graticcio). Lo skyline della città è dominato dalle guglie della Cattedrale di Notre-Dame, immortalata dal pittore impressionista Claude Monet in una serie di dipinti. Fu città natale di Gustave Flaubert.
Vagabondiamo per la città, beviamo qualcosa e poi ci spostiamo verso la nostra ultima destinazione: Dieppe.
Dieppe è una città portuale dinamica e vivace.
Il complesso portuale costituito dal porto turistico e dal porto peschereccio si trova nel cuore della città.
La Spiaggia è un'attrazione molto ma molto invitante. Siamo al mare! Che gioia rivedere il mare, anche se si tratta di mare del nord. Il mare rimane il mare e l'acqua con questa sabbia sassosa è bella da morire! Il lungomare, costruito a distanza dalla costa, è composto da una vasta area di prati, aree gioco per bambini, piscine e si estende per quasi 2 km. Facciamo un aperitivo a ridosso delle falesie e poi ci spostiamo a cenare al porto. Terminiamo la splendida giornata con un tramonto rosa da favola che di specchia sul mare. Grazie, grazie e grazie!
Commenti
Posta un commento