Diario giorno 1

 


È bello essere in giro allegramente per aeroporti. Lunedì ero di rientro dalla Francia a Malpensa e oggi sono in partenza da Bergamo per Siviglia. Che meraviglia! Ho spacchettato, lavato e rifatto il bagaglio! Basta poco, no?
Davanti al gate inizio a percepire la cadenza spagnola - castilliana. Salgo sull'aereo e la"tribulacion"(che termine buffo per parlare degli assistenti di volo) spiega in spagnolo le varie informazioni del volo che ci condurrà in Spagna. Che dolce melodia questa lingua, quanto mi è mancata!
Scendendo dall'aereo davanti a me cammina una ragazza con uno zaino della Pausini e cosi penso" eh gia che la Pausini canta anche in spagnolo... sarà mica che c'è un concerto suo a Sevillia???".
Sbarchiamo dall'aereo rayanair e pare di essere stati paracadutati contro il nostro volere nel deserto del Sahara. Ma dura poco perché dopo 20 metri entriamo in aeroporto dove l'aria condizionata mitiga l'afa. Mi dirigo subito verso l'uscita (il bagaglio è con me) e salgo sul bus che con 4 euro mi porta in centro. A quale fermata? Boooh vedremo! Scendo a paseo del Colón e mi incammino verso il mio ostello "La banda rooftop". Faccio il check in, mollo il bagaglio in stanza e riparto. Sono rimasta scioccata dalla velocità con cui parlano qui; ho capito neanche la metà del discorso del ragazzo dell'ostello! Ups.
È ora di uscire a farmi sorprendere da questa splendida cittadina. L'unica cosa che ricordo riguardo alla mia fuga a Siviglia di oltre 12 anni fa è la piazza di Spagna. Ed è proprio la mia prima meta. E il clima? Come va qui a Siviglia?
Non è neppure che sudi, è proprio che sembra che sei finito con i vestiti addosso in un forno. E questo venticello caldo che c'è oggi non aiuta il mio corpo a percepire meno caldo, non mi sembra proprio!! Il cellulare segna 38 gradi; mi si sta fondendo il cellulare come pure la macchina fotografica!  Ma come fanno gli abitanti di Siviglia a sopravvivere?? Ah già.... loro fanno la siesta per gran parte del pomeriggio; e quando escono a fare merenda - apero
somlno felici perché tutti gli ombrelloni dei bar nebulizzano acqua!! Incredibile, sembra di essere nell'orto!
Torniamo a parlare della piazza che tanto mi ha ammaliato: è stata costruita dal 1914 al 1928. La piazza è a forma semicircolare (ben 170 metri di diametro) e rappresenta l'abbraccio della Spagna e delle sue antiche colonie; guarda verso il fiume Guadalquivir e simboleggia la strada da seguire per l'America. La piazza è decorata in mattoni a vista, marmo e ceramica, che danno un tocco rinascimentale e barocco alle sue due torri, Nord e Sud. All'interno della struttura sono incappata in 2 chitarristi di strada molto bravi che hanno creato l'ambiente giusto per visitare questo luogo ricco di bellezza.
Il canale che attraversa la piazza è scavalcato da quattro ponti che rappresentano i quattro antichi regni di Spagna. Appoggiata alle pareti si trova una serie di panche e di ornamenti in ceramica che formano degli spazi che alludono alle quarantotto province spagnole (sono collocate in ordine alfabetico); su di esse sono rappresentate delle mappe, dei mosaici raffiguranti eventi storici e gli stemmi di 48 capoluoghi di provincia.
All'interno della piazza è stato posizionato un palco con attorno le tribune e scopro che domani sera e sabato sera canta la Pausini!Hehe, andrò a sbirciare!
Saluto la piazza, percorro il lungo fiume, supero il ponte e faccio un salto al quartiere di Triana. Non ho intenzione di visitare nulla ma mi fa piacere vagabondare per i vicoli e comprarmi un bel gelato. Mi aiuterà a rinfrescarmi?
Mi sposto poi al Museo de bellas artes che è un antico convento che custodisce i maggiori capolavori dell'arte barocca. Appena entrata mi colpiscono molto i 3 chiostri che ospita questa antica struttura. I muri che sorreggono le colonne sono ricoperti di azulejos (mosaici arabi).
All'interno viene ospitata la seconda pinacoteca più grande di Spagna dopo il Prado. I quadri risalgono al periodo del
RInascimento a Siviglia  e al periodo del
Barocco spagnolo. Alcuni esponenti sono: Becquer, Bejarano, Esquivel, Cano, Garcia Ramos, Bilbao, Goya.
Ci sono delle panchine all'interno del chiostro e la gente si siede, non per riposare, ma per accogliere quella meravigliosa energia che emanano questi giardini, gli azulejos, gli intonaci varipinti in contrasto con il bianco della casa.
Un rifugio di pace, di bellezza, di arte e di cultura. La brezza muove le foglie delle piante, il sole illumina le colonne che sorreggono il tetto dei portici.
Questo pit stop d'arte mi ha regalato un po' di sollievo dall'afa del pomeriggio.
Mi sposto poi a Las Setas, che è una struttura a forma di pergola realizzata in legno e cemento situato nella centrale Plaza de la Encarnaciòn. Ha dimensioni di 150 metri di lunghezza, 70 metri di larghezza e un'altezza approssimativa di 26 metri. La sua base ospita un mercato tradizionale e ristoranti al piano terra, una sala per spettacoli e il museo archeologico. La struttura è coronata da una terrazza e da un belvedere che offre una vista panoramica della città vecchia sia di giorno che di notte. È bello passeggiarci sotto, l'arte moderna si mescola con i palazzi antichi in maniera armoniosa. Tutto ciò che fa ombra è una manna dal cielo per scappare dalla morsa del caldo andaluso. Da questo momento in avanti mi sposto un po' a caso, in direzione della cattedrale e scopro delle vie meravigliose, delle piazze ricche di storia, delle case decorate. Il sole riflette la magia dell'oro ed io non posso smettere di scattare fotografie. Sono in balia di questa città. Si fanno le 21 ed io mi rendo conto di aver bisogno di mangiare e di bere. Mi siedo ad un tavolino vicino alla cattedrale ed ordino tapas( Croquetas de caña de lomo; alcachofas a la plancha con chimichurri; tortillas de camarón; chorizo iberico de bellota) e sangria: OLÉ!
Rientro all'ostello, mi doccio, preparo il blog e vado a dormire. Domani mi attendono delle strabilianti visite!

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