Sabato: diario
La sveglia non serve, la luce non manca mai e le cicale mi cullano. Resto ancora 10 minuti a letto e poi mi alzo e mi preparo per uscire. Quale parte dei dintorni esplorerò questa mattina? Guardo la mappa, memorizzo dei percorsi, inforco gli occhiali da sole e parto. Cammino fino alla strada principale asfaltata e dopo pochi metri devio a sinistra su un sentiero. La magia si spezza immediatamente perché passo accanto a cumuli di spazzatura, mi trovo in una discarica a cielo aperto, che tristezza! Mi faccio coraggio e proseguo. Il sentiero è bello e la mia sete di curiosità cresce. In lontananza vedo le pale eoliche, in verità le vedevo già da casa di Heidi. È stato un po come decidere di andare a trovare un'amica, un'amica che mi sta aspettando e che mi saluta ruotando le braccia con regolarità e ritmo. Vorrei poter dire che è stato come abbracciare un albero, ma non è cosi. Mi sono accontentata di passarle vicino. Questa camminata è ciò che di più leggero e bello io abbia pianificato per oggi. Sono felice e ciò che in più mi donerà la vita oggi, sarà un regalo. Ma non è finito qui il mio bel giretto, non è ancora ora di tornare indietro. All'orizzonte scorgo una chiesetta in collina e decido che voglio arrivare li. Cammino ancora un po', corro ancora un po' , non incontro nessuno. Mi avvicino al cancello blu della chiesa. Un cane mi osserva. Spingo la maniglia ed entro nella corte della chiesa. C'è una bella energia. Mi avvicino alla chiesetta che misura circa 5 metri per 3. Osservo per terra e vedo le decorazioni in pittura blu. La chiesa è bianca e la porta è in legno. Entro nella chiesetta e respiro la pace che regna qui. Esco ed una lacrimuccia scende sul mio viso. Mi emoziono davanti alla natura e alle opere d'arte. Mi impressiona vedere la bellezza e viverla in funzione dei ricordi che ho. Sembra un cliché ma la Grecia è questo: chiesette bianche con campanili azzurri. Bellissime!
Rientro sui miei passi e non trovo nessuno in giro, sono sola con i miei pensieri. Il vento solletica i miei capelli e io mi sento viva. La canzone "I'm alive" di Celine Dion risuona nella mia testa. Ci vuole poi poco per sentirsi vivi. O magari quello che vivo è tantissimo ed io sono fortunata ad essere qui ora. Ogni 20-30 metri è piazzata una sedia a bordo sentiero. Ma chi si siedera mai li? Chi attende in quella impolverata sedia? Mi sembra una fregatura da "deserto dei tartari".
A casina mi rilasso, pranzo e mi appresto ad uscire con le mie amiche sprintose.
Il terreno è arido qui nel giardino, la sabbia è grigia è beige, le piante crescono qua e là, la casa di Heidi è bianca con le imposte verde tiffany. Il cielo contrasta con tutto, soprattutto con il rosa dei fiori. Il cielo è blu, di un blu senza contaminazioni. I miei occhi osservano il cielo. E mi perdo in esso.
Domani vi racconto la nostra gita a Kardamena e Mastichari... non perdetevela! C'è da ridere!
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