Venerdi 15 luglio: Vagár

Ci alziamo e colazioniamo. Prepariamo gli zainetti con tutto il necessario per vestirci in questa piovosa e umida isola. Prendiamo la macchina e ci immettiamo nell'unica strada che percorre questa verdeggiante terra. Parcheggiamo al supermercato di Miovágur ma ci accorgiamo presto che il sentiero che volevamo seguire passa attraverso suolo privato ed è quindi chiuso al pubblico. Riprendiamo l'auto, costeggiamo il cimitero della cittadina (che ospita soldati britannici caduti nella guerra) e saliamo nella parte alta della cittadina. Paghiamo il biglietto di entrata e ci incamminiamo sul sentiero pianeggiante, facile e panoramico.

Raggiungiamo le falesie Traelanipa dopo aver costeggiato Sorvágsvatn, il più grande lago delle isole Faroe. Sørvágsvatn è  molto famoso per via di un’illusione ottica che si crea quando lo si osserva da certe angolazioni, per cui il lago sembra sospeso sul mare sottostante.
Dopo essere saliti sul promontorio che cade precipitosamente da un altezza di 142 metri  e aver scattato tante bellissime fotografie e dopo aver ammirato a lungo le possenti scogliere infrante dall'acqua dell'oceano scendiamo di una cinquantina di metri ad ammirare la bellissima cascata di Bosdalafossur (generata dal lago) che si tuffa nell'oceano con un salto di circa 35 metri.
La cascata scivola lungo le rocce con violenza ma nel contempo con delicatezza. Raggiunge l'acqua creando voragini, turbinii e correnti. Il colore dell'acqua assume le sfumature del blu che si mischiano con il bianco della schiuma. All'orizzonte si ergono dei faraglioni appuntiti di materia basaltica. I promontori sono spruzzati di verde e accolgono una vegetazione erbosa. Ci sediamo su un sasso e ammiriamo cotanta bellezza. Addentiamo un panino e vorremmo perderci in questo paradiso per sempre. Gli occhi vedono tantissime magnificenze che il cuore non fa in tempo ad abituarsi. Arriva l'ora di andarcene anche se facciamo fatica a staccarci da questo posto bello e magnetico. Manca un dettaglio da far notare... oggi non piove e c'e il sole. I raggi splendono e scaldano regalando al panorama dei colori magnifici.
Rientriamo lungo il sentiero e ci spostiamo in auto al villaggio di Vatnsoyrar.  Pranziamo al sacco su un tavolino in legno accomodandoci sulle sue panchine. I ragazzini del luogo ci sfrecciano accanto con le loro biciclette. Altri in lontananza fanno sport ( canoa, bici e calcio).   Questo sarebbe il nostro secondo pranzo della giornata. Oggi pomeriggio andremo a fare un'altra suggestiva camminata.
Saliamo in auto verso il lago Fjallavatn e a poche centinaia di metri dal bacino lasciamo l'auto e proseguiamo a piedi. Ci avventuriamo sulla pianura percorsa da fiumi e rigagnoli. Cerchiamo un sentiero che salga le pendici della montagna ma non troviamo nessuna indicazione. Proseguiamo quindi oltrepassando un un cancelletto in legno e creiamo un percorso tutto nostro. L'idea è di salire talmente in alto da raggiungere un punto panoramico sulla parte nord dell'isola. Le guide locali cartacee e le mappe parlano di un percorso quasi ad anello che passa per un faro e raggiunge il paesino di Gasaladur. Noi non ambiamo a tanto ma ci piacerebbe goderci una meditativa vista sulla dirimpettaia isola di Streymoy. Saliamo, saliamo e saliamo. Davvero il cielo oggi è azzurro e limpido? Quale bellissimo scherzo ci ha giocato il destino regalandoci il colore cobaldo in cui specchiare le nostre anime? Alle isole Faroe piove sempre, o perlomeno durante una giornata piove spesso alternando momenti di nuvolosità. E quindi? Quindi oggi ci ha fatto visita la dea bendata.  Siamo in maglietta corta e non tira vento. Wooooooow! Non smetto di ripeterlo e di ringraziare l'universo per questo avvenimento celestiale. Alle 17.00 raggiungiamo il punto panoramico e ci immergiamo nel panorama. La gioia e la stupefazione scorre sotto pelle come adrenalina. Non c'è nessuno intorno a noi a distrarci dai nostri esplorativi pensieri.  Qualcuno in verità ci sarebbe, ed avrebbe perso il pelo lungo la montagna come pollicino: le nostre amate pecore dai colori meravigliosi e dal pelo mezzo tagliato e mezzo lungo. Hanno un fare simpatico ma non si fanno avvicinare mai.
Alcuni uccelli inoltre ci fanno sentire la loro presenza. Strillano per tenerci lontani dai loro nidi e planano in direzione della nostra testa.
Torniamo sui nostri passi e cerchiamo una via alternativa per arrivare all'auto seguendo gli omini fatti con i sassi. Il lago si è  tinteggiato di argento regalandoci degli scatti fotografici molto suggestivi. Le torbiere contraddistinguono la nostra camminata del pomeriggio e i piedi tendono al bagnato sprofondando ad ogni passo.
Non potevamo che goderci così pienamente una giornata di sole come quella di oggi!









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