Giovedi 14 luglio: Vagar

Sono le 23.30 e il sole non è ancora tramontato. Forse si è nascosto dietro le nuvole, ma la luce brilla ancora nel cielo. Questa sera per addentrarci nel vivo dell'isola abbiamo indossato una felpa, una giacca e abbiamo portato con noi la cuffia e i guanti. Finalmente i gradi percepiti sulla pelle non sono più 38 e la canicola non ci può attanagliare le viscere. Siamo scappati al nord, nella terra delle scogliere, delle verdi praterie, delle casette in legno, dei tetti coltivati ad erba, dei fiordi. Ci troviamo alle Isole Faroe e siamo atterrati questo pomeriggio venendo da Copenaghen. Imperversa il vento, la pioggia e il freschino ci accompagna in questa prima giornata di viaggio. In estate non si dovre8bbe vivere il freddo invernale ma questa fresca temperatura è decisamente meglio della fronte perennemente imperlata di sudore. A Copenaghen siamo arrivati ieri sera a mezzanotte e abbiamo dormito vicino all'aeroporto al Cabinn metro hotel. Questa mattina abbiamo fatto un giro dell'area circostante ed abbiamo apprezzato la moderna architettura di questa zona periferica. I piccoli canaletti danesi punteggiano le vie. Alle 10 abbiamo preso il treno per andare all'aeroporto. Il volo Atlantic per le isole Faroe è partito con oltre 5 ore di ritardo. Non rimane altro che restare calmi, godersi l'essere viaggiatore ed attendere. È già un miracolo che il volo non sia stato cancellato e che le valigie siano arrivate. A Copenaghen l'area di ritiro dei bagagli sembrava un cimitero di oggetti smarriti provenienti dal mondo intero.Oggi pomeriggio quando siamo atterrati abbiamo preso l'auto a noleggio in aeroporto e ci siamo diretti in banca a cambiare alcuni euro in corone danesi. L'incontro in banca è stato curioso perché una signora di una certa età ci ha accolti all'interno dello stabile e ci ha guardati con occhi sgranati quando abbiamo chiesto di cambiare 1000 euro. A quanto pare qui nessuno cambia più di 100 euro ogni mese. Tutti pagano sempre in ogni circostanza con la carta di credito? Da non credere! Alla fine, nonostante non avessimo con noi il passaporto ma una semplice carta d'identità, la signora si è convinta a cambiarci i soldi. Che avventura! E poco dopo siamo entrati nella cittadina di Sonvagur.  Il porticciolo è magico e le tante casette in legno dipinte di diversi colori regalano al nostro cuore un senso bucolico di vita. Il fiordo ci colpisce per la sua bassa marea e per le molteplici barchette di pescatori. Abbiamo cercato il nostro alloggio ma vagando per mezz'ora senza successo. Com'è possibile non trovare una casa in una cittadina piccola come questa?? Mistero! Dopo ripetuti tentativi e richieste di aiuto ai pochi abitanti che incontravamo finalmente abbiamo trovato il nostro accogliente cottage.  Dopo esserci sistemati, abbiamo fatto compere al supermercato del paese e poi siamo andati al molo a cercare informazioni per traghettare sull'isola di Mykines.

Rientrati a casa affamati e infreddoliti dal vento ci siamo docciati e abbiamo cenato. Bello parlare di questo posticino sentendolo già casa. È cosi accogliente questa bella sistemazione soppalcata in legno.
E si fanno le 10, momento ideale per uscire ad esplorare l'isola e ad emozionarci grazie al panorama pazzesco che ci circonda. Percorriamo la strada panoramica che collega Sonvagúr al paese di Gasaladur. Tra un paese e l'altro corre un tunnel lungo 1.7 km. Sbuchiamo in un paesino deserto, le uniche persone che girano sono alcuni turisti coraggiosi che si sono avventurati come noi alla fine del mondo sfidando il maltempo. A piedi percorriamo un sentiero sterrato e ci avviciniamo ad una famosa cascata di nome
Mulafossur. Ci appare in tutta la sua magnificenza e con un salto di 30 metri. Il cielo si tinge di rosa e la nebbia sale e scende come uno yo-yo. La nostra attenzione viene catturata da alcuni esserini che si muovono lungo il dirupo a ridosso della scogliera. Scorgiamo dei corpicini neri, il petto bianco e il visino simpatico sempre di colore bianco. Il becco è rosso e simile a quello di un pappagallo. Siamo al cospetto degli uccelli più belli e famosi dell'isola: i pulcinella di mare o anche detti puffin. Che splendore! E che unicità! Tutto è magico su questa isola tranne il tempo metereologoco, sigh.
E ora nanna. Il sonno mi sta travolgendo. E perché là fuori è ancora chiaro? 

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