16 luglio- Vagar

Fuori dalla nostra finestra imperversa il brutto tempo. Le previsioni dicono che pioverà tutto il giorno. Non ci rimane altro da fare che dormire, rilassarci e pianificare i prossimi giorni di vacanza. Si potrebbe uscire a fare un'escursione ma ciò significherebbe bagnarsi oltremodo senza avere la possibilità di vedere il panorama visto che la nebbia è molto bassa.

Alle 17 decidiamo di attivarci e andiamo a fare la spesa al supermercato. Il tempo sta migliorando o perlomeno non piove più. Che cosa ci rimane da fare prima di spostarci su un'altra isola? Ci mancano alcuni spots da vedere e vorremmo ritornare in alcuni posti che ci sono piaciuti particolarmente.
Entriamo nel paesino di Sandavagúr e lo  percorriamo a piedi curiosando le casette lungo le vie con i suoi tetti in erba. C'è una chiesa rossa e bianca che ci colpisce molto. La cittadina è avvolta in un alone di mistero e degrado a causa del fuggi fuggi causato dall'acqua. Ah no, dimenticavo che non ci sono comunque molto abitanti che vivono per le strade della città. La realtà delle isole non l'abbiamo ancora ben inquadrata; l'unica cosa che sappiamo per certo è che le pecore sono più degli abitanti. Le incontriamo ovunque, pure lungo le strade principali mentre brucano l'erba oppure mentre si grattano contro i ripari stradali.
Poi ci spostiamo a Miòvagur. Non vediamo nulla di particolare. A questo punto ci dirigiamo a Bour, cittadina posta lungo la strada panoramica di Gasaladur. Anche questo paesino è magicamente silenzioso e accogliente. Le ultime casette in erba che abbiamo visto ci sono sembrate le migliori ma ora ne vediamo di nuove e scopriamo che sono ancora più belle. Ci si potrebbe fare un pic nic sulla sua erbetta, e il panorama sarebbe davvero suggestivo! Sorseggiamo la vista sugli abbaini, sulle finestre, sulle case laccate in nero, sulla chiesa bianca, sulla spiaggia nera, sul pontile. Calpestiamo la sabbia scura e osserviamo il mare dal pontile. Questo scorcio di mondo faroense ci emoziona molto. Ora non possiamo che tornare a vedere il villaggio di Gasaldur. Ci attende la scogliera, ci salutano i pulcinella di mare, ci sorregge il promontorio e ci angosciano i turisti a caccia di scatti fotografici a ridosso dei dirupi. Improvvisamente il cielo coperto lascia spazio ad un cono di luce. I raggi filtrano prepotentemente dalle nubi creando dei giochi di luce meravigliosi. Il mare si tinge di purezza e riflette la potenza della luce e della beatitudine. Oltre la luce si intravvede la sagoma dell'isola di Michene. I pulcinella di mare si prodigano in voli danzanti planando sul manto erboso.
Ridendo e scherzando si sono fatte le 20.30. Fotografiamo le casette tipiche e caratteristiche della cittadina con la nebbia bassa sulle creste delle montagne che fa da cornice ad una giornata tranquilla ma molto rigenerante.
Sono giorni che ci lamentiamo di quanto calmo sia il paesino di Sorvagur e questa sera veniamo sorpresi da una festa di paese con tanto di lunapark, regata e fuochi d'artificio.  Ma noi ora rientriamo perché la cena ci attende. Bravi ma noooooo!

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