Tappa 7: Rifugio Cognora - Rifugio Efra

Martedì
Capanna Cognora 1938 m - Pizzo Mezzodì 2708 m - Madom Gröss 2741 m - Passo del Gatto - Cramosino 2718 m - Bivio Furnà 2148 m - Capanna Efra 2039 m

Prima di partire già sappiamo che oggi affronteremo una delle tappe più difficili ed impegnative della Via Alta Idra. Non possiamo prendercela comoda e alle 5.45 suona la sveglia. La routine ci impone le solite incombenze e una volta fatto colazione e impacchettato lo zaino ci mettiamo in cammino. Sono le 7.15. Ci attendono 7- 8 ore di marcia sotto il sole cocente.
Oggi si entra in un'altra dimensione con tracce di sentiero, pinnacoli,  tratti esposti tra dirupi e e creste.
Risaliamo dapprima il sentiero, che poi si riduce ad una traccia fino alla panoramica Cima di Mezzodì. Raggiungiamo questa prima cima in 1 ora e mezzo. Da lì nel bel mezzo di un pietraia si scende una specie di Via Crucis, dove la retta via è segnalata da numerose piode aguzze poste in verticale e da ometti di sasso, fino ad una piccola bocchetta. Da qui in poi la Valle Verzasca si presenta con pareti verticali, numerosi passaggi aerei e tratti di vera e propria arrampicata.
Superiamo 2 impressionanti pinnacoli di roccia. Proseguiamo poi sul Canalone infinito e difficile che porta al Madone Grosso. Le gambe devono essere scattanti e forti, le mani devono arpionare le rocce e fare trazione con le braccia. La salita al canalone dura circa 40 minuti ed è stancante con lo zaino in spalla.
Scendiamo di qualche centinaia di metri e decidiamo di pranzare perché dobbiamo essere in forze per affrontate il temibile Passo del Gatto, che forma una larga frattura a V che sembra non avere fondo e poi raggiungiungere il terzo pizzo della giornata,  il Pizzo Cramosino. Altra pausa dovuta. Troviamo Connie in cima al pizzo, mentre la coppia di Lucerna procede davanti a noi ad un bel ritmo. Il caldo è insopportabile e cerchiamo sempre di bere tanto.
Ora non ci tocca che affrontare la discesa, ma sappiamo benissimo che sarà piu estenuante della salita di oggi. I miei piedi hanno le fiacche e fanno male; sognano un pediluvio in una bella ed energetica cascatella. Scendiamo un ripido canalone, procediamo su una pietraia e poi terminiamo la giornata su un manto erboso colmo di piante di ridodendro. Il sentiero sembra non finire mai.
Alle 16 arriviamo alla capanna Efra. Il panorama sulla vallata è splendido. Ci sediamo sfiniti sulle panche di granito. Prendiamo l'energia del posto e poi ci rinfreschiamo alla fontana e con una fresca bibita. Ceniamo, chiacchieriamo con un fotografo ticinese e ci prepariamo per la giornata di domani.


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