Tappa 4: capanna Campo Tencia - capanna Alpe Sponda
Capanna Campo Tencia 2140 m - Passo Ghiacciaione 2716 m - Capanna Alpe Sponda 2000 m
Questa mattina ci alziamo molto presto. La luce inonda la nostra stanza e non ci permette di dormire oltre le 6. Ci alziamo e andiamo a fare colazione. Il fatto che l'intera capanna si alza presto rende tutti operativi. Cereali con yogurth, fette di pane con marmellata ed eccoci pronti per partire. Sono le 7.55 e noi abbiamo lo zaino sulle spalle e le scarpe ai piedi.
Ci avviamo sul sentiero bianco - blu che ci porterà al passo del Ghiacciaione. Dietro di noi si accoda una breve carovana di uomini d'oltralpe. La tappa di oggi prevede un dislivello in positivo di 800 metri quindi non ci spaventa particolarmente. Mercoledi ne abbiamo percorsi oltre 1400. Invece ci sbagliamo e si rivelerà la tappa più difficile non per la distanza ma per la salita.
Inizialmente il sentiero è posto su ripidi pendii erbosi, e qua e là occorre attraversare fiumiciattoli e pure la cascatella che scende dal Croslina. Si prosegue poi fino al passo risalendo infinite pietraie e pendii che si sgretolano. La capacità che si allena maggiormente è quella di equilibrio. Sui pendii erbosi il sentiero e stretto e scavato malamente tra una radice di rododendro e l'altra. Le pietraie presuppongono dei continui salti e una buona stabilitalà di quadricipite femorale.
I 4 nevai che dobbiamo superare ci mettono parecchio in difficoltà. Uno di essi non è tracciato ed è molto scivoloso. Cerchiamo di non guardare a Valle e ci concentriamo. L'ultimo nevaio è pendente e brucia i nostri polpacci. La neve è a tratti dura e a tratti molle lasciando sprofondare la gamba. In 2 ore e 45 minuti arriviamo alla bocchetta. Fa molto freddo e tira vento. Abbiamo fame e ci concediamo la prima pausa della giornata. Il panino finisce nel nostro stomaco in tempi record.
Da lì si può raggiungere facilmente il Pizzo Forno (che domina la valle Leventina). Dal Passo affrontiamo la lunga discesa verso la Capanna Alpe Sponda nell'ampia e selvaggia conca in cui culmina la Valle di Chironico.
In capanna troviamo un ambiente bello e accogliente. Dopo la nostra consueta merenda andiamo al fiume a rinfrescarci e a fare il bucato. Troviamo una bellissima pozza che adoriamo e che ci regalerà dei bei momenti di leggerezza. Rientriamo in capanna e ci rilassiamo. Sono pochi coloro che parlano italiano ma noi veniamo combinati al tavolo con due Momò. Trascorriamo una bella serata ma arriviamo a sera che siamo stanchi morti e andiamo a dormire.
Da domani entreremo in Valle Verzasca e passeremo i seguenti 6 giorni a dormire nei rifugi non custoditi e a camminare sulle creste delle montagne. Non so se avremo linea e se potro aggiornare il blog. Lo spero tanto. Alla prossima!
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