Tappa 2: capanna Garzonera- capanna Leit
Oggi è giovedì e noi ci alziamo consapevoli di affrontare il secondo giorno consecutivo di cammino. In che stato troveremo le gambe? Le spalle saranno indolenzite dal peso dello zaino? Cosa mangeremo questa mattina a colazione? Quest'ultima domanda è quella che ci preoccupa maggiormente. È vero che il rifugio dove abbiamo dormito non è custodito ma è pur vero che ci sono delle scorte alimentari per i camminatori. A cena mercoledi abbiamo mangiato pasta, per il futuro pranzo del giovedi ci siamo cucinati il riso, ma per colazione non c'è nulla... quindi? Scoviamo dell'avena, la versiamo nell'acqua bollente, aggiungiamo zucchero ed ecco che il porridge è pronto. E devo dire che è squisito oltre che nutriente! Avremo certamente più energia di ieri. Il rifugio è tutto per noi, non sono arrivati altri ospiti. Forse qualcuno ha disdetto a causa del maltempo o forse anche no. Avere la capanna per noi è un lusso: nessuno russa, nessuno si impossessa dei fornelli, nessuno lascia in giro le calze puzzolenti. Niente male, vero?
Alle 9.30 circa ci mettiamo in cammino. Il sentiero è largo e ben tenuto. Il tempo non è pessimo ma ppvo ci manca. Una leggera pioggerellina rinfrescante ci accompagnerà per tutta la giornata come pure la nebbia leventinese. I segnali bianco e blu sono chiari ed evidenti. Dopo circa mezzoretta di salita il sentiero sparisce e cominciamo ad arrampicarci sulle rocce come degli stambecchi di alta quota. Passano le ore e noi all'ora di pranzo raggiungiamo il laghetto cara inghiottito dalla nebbia. A tratti si è fatto vedere per poi scomparire di nuovo. Pranziamo, riprendiamo le energie e poi ci rimettiamo in moto. Un altro piccolo sforzo e poi scolliniamo nella valle dei Cani. Comincia la discesa che ci porterà nella splendida Valle di Campolungo e alla capanna del Leit. Il rododendro cede il passo a dei minuscoli fiorellini di montagna. Le pietre cedono il passo al quarzo e a interi monoliti di pietra mica. Passiamo accanto al pizzo Meda e poi possiamo ammirare il pizzo Prevat in tutta la sua imponenza. Anche lui va e viene nella nebbia. Nell'ascesa alla piana di Campolungo vediamo il lago Tremorgio e una volta raggiunto il pianoro possiamo ammirare parecchie dolci e cicciottelle marmotte. La capanna Leit ci attende con una bella fetta di torta ed una birra, ma dobbiamo sudarcele con l'ultima salita della giornata. In capanna ci accoglie con grande gentilezza la capannara Patrizia. Questa notte pernotteremo in capanna solo noi e altre 2 persone. Per cena mangiamo degli squisiti gnocchi, una calda minestra e una porzione di tiramisù. La temperatura in sala da pranzo è gradevole mentre la nostra stanza ed il resto della struttura è una ghiacciaia. La fatica della giornata sommata ad uno shock termico dovuto ai continui sbalzi di temperatura del trekking ci rende particolarmente sensibili al freddo. Ma noi siamo comunque felici perchè abbiamo affrontato una giornata impegnativa svolgendo un percorso che nessuno ha più fatto dal passaggio recente del maltempo.
Ma siete proprio grandi!!!! Sono con te Elo!!! La fatica é ricompensata dalle forti emozioni che sai cogliere!!! Ti stringo forte forte!!! A presto! Laura💜💚
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