Il rientro... giovedi 16 luglio...

È l'ultimo giorno di camper, alle 15 lo dobbiamo riconsegnare vuoto a Zofingen. Ci prende già la malinconia di dover così presto rinunciare alla massima libertà che questo mezzo offre. È stata una bellissima avventura, anche se viaggiare in camper comporta molti impegni quotidiani. Non è contemplato spegnere il cervello e riaccenderlo al rientro a casa. Quando viaggi in furgone ogni volta che ti fermi e parcheggi devi aprire tutto, quando riparti devi chiudere tutto. È un impegno costante e giornaliero. La cosa importante è prendersi il tempo per farlo e non essere di corsa. Michela, Danilo, Roberta ed io ci alziamo alle 9, smontiamo il "letto" che abbiamo piazzato per i nostri ospiti e poi facciamo colazione. Il tempo oggi non è magnanimo. Anche il cielo piange per la fine della nostra vacanza su 4 ruote. Alle 10 siamo pronti per partire. Michela e Danilo salgono sulla loro auto mentre noi sul furgone. Prendiamo strade diverse ma ci diamo appuntamento al passo del San Gottardo per campeggiare la prossima notte. Noi impieghiamo 3 ore per arrivare al garage di Zofingen. Siamo stanchissime e ci sentiamo deboli. Robi deve guidare e le condizioni non sono le migliori. E il tempo metereologico non aiuta. Prima di ridare il furgone dobbiamo svuotare la cassetta della toilette e svuotare le acque grigie. Poi dobbiamo fare benzina e traslocare tutte le nostre cose dal furgone all'auto, comprese le biciclette. È davvero una giornata strana ed impegnativa. Alle 16.30 siamo pronte per ripartire e ci dirigiamo al passo del Gottardo. Facciamo tappa al Rastätte per tenerci sveglie e alle 18.30 siamo al passo e incontriamo Michela e Danilo. Il tempo è freddo, piovoso, nebbioso e ventoso. Non abbiamo nessuna intenzione di campeggiare qui. Proseguiamo oltre e appena oltrepassati i primi tornanti  ticinesi il cielo si tinge di blu e le nuvole sono più rade. Il vento è ancora fortino. Noi cerchiamo un posto all'asciutto per cenare e per piazzare la tenda. Dopo attente discussioni ci sembra una buona opzione rimanere in Val Leventina e più precisamente in Val Chironico. Troviamo un bello spot vicino al fiume e piazziamo le tende. Poi è il turno dell'accensione del fuoco, di cui si occupa l'esploratrice scout Michela. Il cielo imbrunisce e la terza tappa consiste nel cucinare cervelat sul fuoco, cous cous con verdure e minestra. In cielo c'è una stellata meravigliosa e l'ambiente creatosi con il fuoco è magico. La natura ci regala di nuovo una splendida avventura colma di emozioni.

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