Giorno 9: camminata alle Cime di Lavaredo

La sveglia suona alle 6.30 e a noi pare una levataccia dopo i blandi ritmi della nostra vacanza. Il tavolo lo troviamo già imbandito perché la sera prima siamo state astute come 2 volpacchiotte! Mangiamo e ci apprestiamo a partire. Alle 7.40 stiamo già lasciando il furgone pregustandoci la giornata di oggi. Le cime di Lavaredo... che sogno! Lungo il sentiero non incontriamo nessuno fino al Colle di Mezzi dove incrociamo dei ragazzi che sono un po' preoccupati perché manca all'appello un loro compagno di gita, ll quale è andato a cercare il suo drone perso e non si è più visto. Proseguiamo per mezz'ora ed entriamo in un magico scenario di pinnacoli, rocce, pareti e vegetazione. Non circola nessuno, l'ambiente è calmissimo.
 E ora immaginatevi la scena: Robi ed io ci troviamo sul plateau erboso circondate da laghi, sassi, rocce, fiorellini che resistono all'altitudine e da una vegetazione bassa e aspra. Siamo nell'altipiano calanchico della Grava Longa. Intorno a noi regna il silenzio. Si sente solo la musica della natura con il vento e gli uccellini. I turisti che incrociamo si contano sulle dita di una mano. Ci guardiamo in giro e ci raccogliamo in noi stesse per percepire la grandiosita di cio che ci circonda. Le pareti imponenti di Lavaredo svettano alte in cielo e sembra che ci cadano addosso.
Ora figuratevi di sentire un concerto di Bach nei suoni della natura. Robi si intona a questo ambiente perchè è un'amante della natura, sa ascoltare, è sensibile e osserva. La musica però di colpo si trasforma in un canto epico, di avventura e in questo istante di magia la nostra cara e pacata Robi, si trasforma, fa la voce grossa e urlando dice; "CAZZO, l'ho visto!". E tutto questo nella pace della vallata! Mica  al supermercato! E bisogna specificare che da quella boccuccia di rosa non esce mai nulla di sconveniente quindi questa normale esternazione appare un domino di espressioni degno di uno dei più sboccati scaricatori di porto di Genova. Comunque.... tornando a noi... vi starete domandando cosa ha visto! E me lo sono domandata pure io dopo il sussulto. Anche voi sono certa che starete pensando ad un animale, fatto piu che ovvio! E invece no... ha visto un arrampicatore in parete, ma non su una parete qualunque... ma su quella tosta di Lavaredo. A proposito delle emozioni nel vedere un arrampicatore in parete non ne so nulla, tant'è che quando Robi mi parla usa dei termini tecnici e non capisco una mazza. Mi auguro che entro la fine del nostro viaggio la mia compagna di scorribande abbia voglia di scrivere lei un diario che io posso poi pubblicare. Ciò vi mostrerebbe l'altro lato del viaggio,e altre emozioni.
Sono le 10.17. Sto attraversando la sassaia-sentiero che passa sotto le Cime di Lavaredo e la pace è finita. Al posto del ronzio degli insetti sento il ronzio di un drone. Al posto dello sciabordio dell'acqua di lago sento un chiacchiericcio umano infinito. E mi trovo a 500 metri dall'assemblamento, figuriamoci quando mi avvicinerò. Mi siedo su un sasso e osservo attorno a me. Scorgo neve, rocce, detriti delle montagne, fiori gialli, e i bellissimi pinnacoli stratificati che assumono colori che variano dal beige, al rosso, al marrone, al nero. Sembra di essere immersi in un canyon montano. Una piccola monument Valley. Robi nel frattempo di è allontanta da me per approcciarsi maggiormente alla parete su cui sono appesi alcuni scalatori. Riparto e dopo 30 minuti di cammino arrivo al punto panoramico che guarda sulle cime di Lavaredo di profilo e sull'ampia vallata opposta a quella che abbiamo percorso noi. Guardo in basso e incredula noto che il sentiero è un formicaio di turisti- passeggiatori che mordono il terreno per guadagnarsi uno scatto spettacolare o un selfie. Ho visto un bambino lasciare cadere il telefono e vederlo rotolare rovinosamente giù dal pendio. Noi stiamo percorrendo il giro delle cime in senso antiorario e per fortuna per 3 ore siamo rimaste nel silenzio e nel raccoglimento
 La natura per me significa silenzio e questo cicaleccio umano deturpa la magia del luogo. Dobbiamo davvero ritornarci fuori stagione, in quel periodo dell'anno la tranquillità le fa da padrone. La montagna dovrebbe accompagnarti nel cammino, dovrebbe parlarti e tu dovresti stare ad ascoltarla. Quindi cercheremo le condizioni migliori per poterlo rivivere. Per ora siamo felici di essere qui e cerchiamo di goderci il qui e ora.
Ti be continued...







 

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