Giorno 7: Dolomiti Val Gardena


Il paese di Bressanone dove abbiamo dormito si chiama Novacella e questa mattina appena alzate, prima di fare colazione, andiamo a dare un'occhiata all'abbazia agostiniana e al suo convento risalente all'anno 1142. Il cortile è splendido, curato con dell'edera sulla parete di una casa, con un bellissimo giardino e con un pozzo rinascimentale con la struttura dipinta con le sette meraviglie dell'antichità. Passano di li delle persone dirette al lavoro, ma per il resto l'ambiente è calmo e silenzioso. È un gioiellino architettonico e artistico questo posto e siamo felici si averlo incontrato lungo il nostro cammino. Facciamo poi colazione e infine ci dirigiamo col furgone verso Selva di Gardena. Siamo alle Dolomiti e siamo felici delle imponenti montagne che si avvicinano nel corso del viaggio. Per arrivare dove abbiamo pianificato impieghiamo 1 ora e 30 minuti circa. Cerchiamo un parcheggio dove lasciare il camper e lo troviamo presso un impianto di risalita chiamato Dantercepies- Wolkenstein. L'esperienza dell'ovovia ci manca, quindi prepariamo il pranzo al sacco e saliamo sulla cabina che ci porta su, a Cir. I finestroni trasparenti della cabinovia ci mostrano le  montagne calcaree a 360°, i prati verdissimi e le mucche. Gli impianti di risalita invernali spuntano ovunque. E ovviamente intorno a noi c'è tanto tanto verde. L'affluenza turistica è molto forte e non ne siamo più abituate. La settimana scorsa riuscivamo a stare nell'anonimato grazie alla vastità del territorio della Selva. Ma qui alle Dolomiti si sa che l'offerta è alta e la gente non tarda ad arrivare in qualsiasi stagione. Di fronte a noi si erge il muraglione montagnoso della Sella Ronda, molto famoso in inverno per il suo giro lungo ed impegnativo con gli sci ai piedi. Sono già le 13 e noi ci incamminiamo sul sentiero che porta al laghetto di Crespeina. Per arrivarci si deve entrare nel parco nazionale Puez-Odle, salire il versante sassoso della montagna, entrare a camminare tra i pinnacoli calcarei e poi scendere di nuovo il versante opposto. Noi attraversiamo con piacere il tripudio di pillacolo e ci sembra di essere immerse in una sorta di canyon. Poi una volta arrivate alla bocchetta che separa le due vallate ci fermiamo e facciamo il pic nic. È tardi e decidiamo di non procedere oltre, il laghetto lo immaginiamo da qui. Ci godiamo l'imponente panorama e ringraziamo di nuovo per la fortuna di vivere in una regione immersa nella natura. Mi sento felice, è come se nulla di importante esistesse in questo momento al di fuori di noi e della montagna. Osserviamo le rocce con il binocolo e prendiamo il freschino e il vento che questa montagna ci vuole regalare. Rientriamo poi sui nostri passi e ci fermiamo a bere una birretta e a mangiare una fetta di deliziosa sacher torte. Si sono fatte le 17 e rientriamo al Van. Svolgiamo i nostri compiti di rito: svuotare la cassetta della toilette e riempire il tank dell'acqua. Ripartiamo e andiamo a parcheggiare al passo Gardena. Il negozio di souvenir ci sta aspettando e lo andiamo a saccheggiare. Terminiamo la serata docciandoci, cucinando e cenando in un ambiente rilassante. Il furgone è piazzato in un punto strategico con la vista sulle montagne e sulla vallata solo che il cielo sta lanciando messaggi di guerra e fra poco pioverà.

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