Giorno 10: lago Sorapiss

Questa mattina la sveglia suona alle 5.30. L'idea è di andare a vedere la luce dell'alba che  illumina le vette di Lavaredo. Robi alza la tapparella posteriore del furgone, guarda fuori e vede una fitta nebbia avvolgere il nostro mezzo. Chiudiamo gli occhi e ci giriamo dall'altra parte. Il sonno ricattura il nostro temporaneo e debole stato di veglia. I nostri occhi si riaprono alle 8. La nebbia non è sparita ma tra i banchi si scorge il colore azzurro del cielo. Robi inforca la bicicletta e sale al punto panoramico salendo dal lato del rifugio Lavaredo; mentre la sottoscritta fa colazione e si rilassa leggendo un romanzo di Geda comprato ad Innsbruck. Intorno a me tutto tace, la gente sta nel camper oppure parte per una gita tra le vette.
Alle 9.40 rientra Robi e alle 10.30 stiamo uscendo dal comprensorio dell'Unesco. È difficile lasciare queste splendide vette ma sappiamo che ci ritorneremo, quindi è solo un arrivederci.
Arrivate al lago Misurina ci occupiamo delle faccende domestiche del camper e poi proseguiamo fino al punto di raccolta del reciclaggio. Lì accanto troviamo due trovatelli stanchi e un po' persi, uno di loro è zoppo e canuto. Decidiamo di accompagnarli con il camper fino al lago Misurina, altrimenti se la dovrebbero fare a piedi perché il bus non passa per le seguenti 3 ore. Facciamo questa buona azione affinché il karma faccia poi il resto. Salutiamo i nostri ospiti germanici e poi ci dirigiamo verso la partenza del sentiero che porta al lago Sorapiss.
Sono molto felice di poter andare a godermi il clima di un laghetto. Io amo i laghetti ed ho un legame molto speciale con questi meravigliosi occhi della natura. Da piccola passavo 3 settimane di vacanze estive con mio papà in Centovalli, nostro luogo di provenienza. Ogni 3 giorni circa lui si rivolgeva a me chiedendomi quale laghetto desiderassi visitare e io potevo scegliere tra i moltissimo laghi che le Valli Onsernone, Maggia e Verzasca offrivano. Mi illuminavo, mi sentivo importante e la notte prima di partire ero sempre agitata e dormivo male. Mi bastava partire, sapere di salire e di incontrare una magnifica pozza d 'acqua dove specchiarmi durante il pic nic ed ero felice. Ero una bambina, ero una ragazzina, quindi i momenti di fatica e di sconforto lungo il cammino non tardavano ad arrivare, ma la magia della natura vinceva sempre.
Oggi il cuore mi scoppia nel petto, gli occhi dinnanzi allo splendore di questa bella natura si inumidiscono. Passo dopo passo percorriamo la strada forestale per quasi 1.5 km. Gli odori dei tronchi tagliati sono forti, i pini profumano le nostre falcate. Poi iniziamo a salire, a sudare (io zampillo come un innaffiatoio); il sentiero si fa stretto, la via accidentata dai sassi, dalle radici. Il panorama dietro le nostre spalle mostra il parco naturale d'Ampezzo in tutta la sua bellezza mentre davanti a noi si innalza un'importante parete con una cascata. Incontriamo bellissimi fiori gialli, rosa, viola, bianchi ed incontriamo pochi turisti. Ci illudiamo che il percorso nonostante sia famoso sia poco battuto. Ma ci sbagliamo di grosso! Alcuni alberi sono divelti a causa di una frana invernale, altri sono in pienissima forma. Incontriamo faggi, betulle, larici e pini cembri. Animali non ne avvistiamo ma la melodia degli uccelli ci accompagna sempre. Saliamo saliamo e saliamo ancora. La salita è la metafora del superamento degli ostacoli, della forza e del coraggio di andare avanti nonostante tutto. Ogni volta che sono nella natura mi emoziono perché sento quanto sia sempre pronta ad accogliermi, a darmi calore. Lei c'e sempre, è un punto di riferimento e fa bene al morale, come la cioccolata. Camminare per me è come meditare. Mi aiuta a ricentrarmi e mi regala felicità pura.
Mancano 500 metri al superamento della bocchetta e alla vista del lago. Sono sempre pronta a godermi lo spettacolo, ma questa volta devo dire che mi sorprenderà. Finalmente scolliniamo e il magnifico occhio turchese re della montagna mi trafigge con il suo incantesimo. È come se esistessimo solo io e lui in quell'istante. Lui mi parla e mi coccola. 

To be continued...


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