Il camoscio e le marmotte
Mi vorrei concentrare sulle bellezze naturalistiche che mi circondano, ma non sempre è possibile mentre cammino. Per poterlo fare dovrei fermarmi, stare in silenzio, avere magari a portata di mano un cannocchiale e molta pazienza. Spesso quando cammino ho la testa bassa e mi perdo nei miei pensieri. Cerco di mettere un piede davanti all'altro, ascoltare la mia respirazione e il lavoro dei muscoli. Medito camminando. Mi fa stare bene però annullo l'occasione di vedere la flora e la fauna di questo incredibile parco nazionale svizzero. Stamattina sono stata molto fortunata e a 2500 metri di altitudine ho visto un camoscio trotterellare leggiadro sul manto verde della montagna e qualche marmotta in posa da sentinella appena fuori dalla propria tana. È stato un momento molto speciale, inoltre ero sola. Questa mattina dalla capanna partono insieme a me una decina di persone. Non saremo mai insieme ma viaggeremo a grandi linee tutti alla stessa velocità. Dopo 45 minuti di bosco, il sentiero sale lungo un pendio roccioso che mi porta al valico montagnoso. La salita è difficile ed impegnativa, il caldo è sofficante e il sudore impregnante. Una volta arrivata al punto di scollinamento tira una bella arietta che calma i miei bollenti spiriti. La discesa mette a dura prova il mio equilibrio (passaggio nevoso) e le mie ginocchia (sassi e radici). Amo svegliarmi nella natura e poterla vivere mentre pure lei si risveglia. La mia gita inizia alle 7.30 con un cielo nuvoloso, per poi passare dopo un'ora ad un aspetto limpido e dopo neanche mezzora al cielo arrabbiato e temporalesco. La montagna è imprevedibile e diabolica. 4 ore di cammino mi conducono alla fermata dell'autobus lungo la strada del passo del Forno. Sono stanca, accaldata e affamata. Mi siedo sulla panca in pietra e attendo docilmente l'arrivo della posta. Non farò un gran tragitto, solo qualche chilometro, ma farli a piedi non mi sembra il caso. Scendo alla fermata Il Fuorn ed entro nell'hotel a chiedere se hanno una stanza singola. Riesco a fare il check in e ho il permesso di impossessarmi della stanza. Mi ci fiondo, mi doccio e faccio un sonnellino. Il tardo pomeriggio vola senza che io faccia nulla di importante e senza che me ne accorga. La mia stanza è piccola, calda ed accogliente. È tutta rivestita in legno e il lettino è perfetto per me e per un sonno ristoratore. Ceno in sala da pranzo e poi vado a dormire. Cosa mi riserverà la giornata di domani?
Commenti
Posta un commento