Giorno 11: i tunnel

Mi alzo, impacchetto i miei averi e mi dirigo verso il supermercato per fare colazione e per comperare qualcosa da mangiare per pranzo. Oggi mi attendono circa 4 ore di cammino. Alle 9 mi metto in strada felice e beata. Percorro 45 minuti di strada sterrata seguendo il gps del mio telefonino. Supero la centrale elettrica e subito dopo tento di immettermi su un sentiero che costeggia gli infiniti chilometri di galleria che corrono verso Pfunds. Il problema è che il sentiero pare chiuso, lo ipotozzo io visto che ci sono due pezzi di nastro rosso che ne impediscono il passaggio. Io senza rifletterci molto ci passo sotto e proseguo. Cammino su un sentiero stretto per un chilometro. Accanto ai muri della galleria vedo dei sassi franati ed immagino fosse il motivo per cui quella strada pedestre era chiusa al passaggio. Seguendo la mia cartina vado oltre e raggiungo un punto in cui la strada forestale devia ed inizia la sua discesa. Questa strada non dovrebbe portare da nessuna parte, lo dice la mia mappa, ma io sfido la sorte e provo a scendere lo stesso. Devo per forza seguire questa via perché quella che il mio gps indica termina in un tunnel bloccato al passaggio. Scendo il sentiero per 1 km ma come previsto non mi porta da nessuna parte. Arrivo al fiume, ma senza un ponte di collegamento non posso proseguire. Torno in cima alla salita e mi fermo dinnanzi al tunnel sbarrato. Ho 2 possibilità: tornare indietro fino a Nauders e prendere il bus, oppure andare oltre questa galleria e cercare di imboccare il sentiero giusto. Mi domando se il problema sia sempre dovuto alle frane e scopro che è proprio questa la ragione. Salto oltre lo sbarramento; attraverso il tunnel e scorgo per terra una grande quantità di sassi crollati dalle pareti circostanti.  Cammino velocemente senza fermarmi ed imbocco il sentiero giusto. Scendo fino al fiume Inn e nella seconda parte della camminata seguo una pista ciclabile che mi condurrà a Pfunds. A mezzogiorno faccio un pic nic a bordo fiume e prima di arrivare a Pfunds mi fermo a riposare al laghetto di un campeggio. Tolgo le scarpe, mi metto più leggera e riposo sul prato morbido. È ancora presto quindi la fretta non si impadronisce di me. Ascolto musica e sonnecchio. Riprendere a camminare anche se dopo la siesta non è cosa facile. Mi trascino per qualche chilometro e arrivo a Pfund. Il paesino è molto carino e si divide in due parti, divise dal fiume Inn. Le case del paese sono calorose, decorate con fiori. La mia stanza nell'ostello è invece piccola e bruttina. La struttura esterna non è male ma l'interno sta cadendo a pezzi. Sembra la casa di un film dell'orrore. Una donna sconclusionata mi fa il check in e cerca di mettermi a mio agio, invano. Ho già pagato questa stanza anticipatamente e domani me ne vado, perciò rimango. Appoggio in stanza i miei averi ed esco a fare la spesa e a visitare il paese. La sera invece vado a cena in un ristorante molto invitante e poi vado a leggere in stanza e a dormire. 

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