Non dovrò più lavarmi le mani ogni ora con l'acqua o con il gel igienizzante; non dovrò più infilarmi nel sacco letto per evitare di prendere le pulci; non dovrò più mangiare ogni mezzogiorno lo stesso piatto; non dovrò più stare attenta a dove appoggio la borsa per evitare il piscio. Pensare di tornare a casa a tratti è un sollievo, l'Africa è impegnativa. I suoi occhi profondi ti strappano l'anima, i villaggi appestati ti sconvolgono le budella, le interminabili ore in bus accanto a persone che a malapena sanno il loro nome ti intristiscono. Devi sempre riuscire a trovare una ragione percui la tua vita è un lusso mentre la loro una miseria. Negli anni di viaggio che ho intrapreso ho imparato ad accettare di provenire dal primo mondo con tutte le possibilita che la vita mi regala, a patto di aiutare gli altri a stare meglio. Questi viaggi servono a me per stare meglio, per trovare il mio posto e la mia missione, e agli altri a ricevere qualcosina per poter vivere un attimo di gratificazione. Ogni viaggio mi insegna qualcosa di nuovo su di me, sulla vita e sul mondo. Non torna mai a casa la me stessa che ha lasciato la Svizzera 7 settimane prima. 48 giorni in fondo cosa sono? Forse non sono nulla, ma io sento che sono stati molto. Molte esperienze, molti sorrisi, molti incontri, molte conoscenze, molti momenti di stordimento interiore ed esteriore. Vivere significa respirare, camminare, conoscere, ambire, viaggiare, migliorarsi, osservare, sorridere, mangiare, dormire, farsi forza, provare coraggio, buttarsi, nascondere, litigare, ... Quando viaggi da solo ti capita di vivere emozioni nuove, alcune belle e alcune brutte. All'inizio tutto ti fa paura, poi ti abitui. Cerchi di vedere il bene nel mondo anche se ad osservarlo veramente da vicino ti viene da piangere. Poi però mi accorgo che non è il mio posto e mi viene voglia di tornare a casa. In fondo l'ho sempre saputo che l'Africa non è il mio posto, nonostante ci sia davvero molto da dare e da aiutare. Non so cosa sia quell'energia che mi allontana da questa terra ,non lo so davvero. Magari queste sensazioni nel futuro cambieranno o forse rimarrà una terra a me estranea e ostile. Io vado avanti e continuo a cercare dove sta il battito del mio cuore.
Appena salita sull'aereo mi siedo al mio posto e guardo le persone che sfilano davanti a me. Un ragazzo italiano sui 18 anni esordisce con la seguente frase:" non ci sono neanche gli schermi ai sedili, per 5 ore staremo a tirarci frustate sui coglioni, cazzo!". Forse ho deciso di viaggiare anche per questo: per allontanarmi un po' da tutti gli agi e dalla tecnologia. Ho cercato di connettermi alla tecnologia il necessario, godendomi appieno ogni istante e ogni panorama. Viaggiare con un telefonino sempre connesso ad internet ha permesso ai turisti di leggere le notizie durante i viaggi, evitando di guardare fuori dalla finestra e di vedere l'Africa. Ciò che non siamo abituati a fare noi occidentali è annoiarci. Dobbiamo sempre fare qualcosa, ma in questo caso c'è solo da guardare, osservare, sentire, e gioire di ciò che ti viene incontro. Io se conto le ore che ho passato ad aspettare il bus, il pranzo, ... penso che raggiungo la settimana. Su 7 settimane di vacanza ne ho passata 1 ad aspettare, assurdo no? D'altronde è proprio questo che ha reso il mio viaggio spettacolare. Il tempo: il lusso di avere il tempo. Ho inoltre deciso di viaggiare da sola per evitare di entrate nella routine del giudizio e della critica continua. Noi siamo abituati ad alti standard di servizio che in Africa non ci sono e se le aspettative sono alte il turista si sente preso in giro e si lamenta. Ho provato per un'estate a prendermi il mio tempo, stare con me stessa, ritrovare l'energia e relazionarmi con la gente. Ho fatto ciò che mi serve per aprire il portale energetico del nuovo anno scolastico e di vita.
Appena salita sull'aereo mi siedo al mio posto e guardo le persone che sfilano davanti a me. Un ragazzo italiano sui 18 anni esordisce con la seguente frase:" non ci sono neanche gli schermi ai sedili, per 5 ore staremo a tirarci frustate sui coglioni, cazzo!". Forse ho deciso di viaggiare anche per questo: per allontanarmi un po' da tutti gli agi e dalla tecnologia. Ho cercato di connettermi alla tecnologia il necessario, godendomi appieno ogni istante e ogni panorama. Viaggiare con un telefonino sempre connesso ad internet ha permesso ai turisti di leggere le notizie durante i viaggi, evitando di guardare fuori dalla finestra e di vedere l'Africa. Ciò che non siamo abituati a fare noi occidentali è annoiarci. Dobbiamo sempre fare qualcosa, ma in questo caso c'è solo da guardare, osservare, sentire, e gioire di ciò che ti viene incontro. Io se conto le ore che ho passato ad aspettare il bus, il pranzo, ... penso che raggiungo la settimana. Su 7 settimane di vacanza ne ho passata 1 ad aspettare, assurdo no? D'altronde è proprio questo che ha reso il mio viaggio spettacolare. Il tempo: il lusso di avere il tempo. Ho inoltre deciso di viaggiare da sola per evitare di entrate nella routine del giudizio e della critica continua. Noi siamo abituati ad alti standard di servizio che in Africa non ci sono e se le aspettative sono alte il turista si sente preso in giro e si lamenta. Ho provato per un'estate a prendermi il mio tempo, stare con me stessa, ritrovare l'energia e relazionarmi con la gente. Ho fatto ciò che mi serve per aprire il portale energetico del nuovo anno scolastico e di vita.
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