L'avventura...
Ieri sera Jean ed io siamo stati al bar Taxi Be, il più vivo e bello della città. Quando siamo arrivati era abbastanza presto ed il locale era vuoto. Poi piano piano si è riempito e l'ambiente si è scaldato. Una banda locale ha cantato e suonato divinamente. I chitarristi avevano in media 70 anni ma erano più in gamba e bravi a suonare di un ragazzo di 30. Inoltre uno di loro era il mio idolo perché indossava un completo pigiamoso di colori differenti , degli occhiali chiari ma non da vista e un cappellino da Che Guevara. I cantanti erano 5 e si davano il cambio. Hanno cantato canzoni inglesi, francesi, malgasce. Sono stati una forza della natura e mi hanno fatta molto emozionare. La musica tipica chiamata Salegy molto ritmata ha fatto alzare tutti e iniziare a ballare. Un mojito e poi a nanna. Stamattina il mio fedele amico mi viene a prendere alle 7 per andare al parco tsingy rouge. Ci andiamo in moto perché la sua macchina-taxi non può viaggiare sui percorsi sabbiosi altrimenti si impantana. L'alternativa era un fuoristrada ma per me da sola costa troppo. Mi fa saltare in sella con la colazione sullo stomaco e ci dirigiamo verso sud. Dovremmo percorrere 50 km su "asfalto" e 17 su sterrato e sabbia. Sopravviverò? Dopo i primi 10 minuti di tragitto ho i miei dubbi ma per lo meno ho il casco in testa: un lusso. Schiviamo bambini, polli, zebù, moto, auto, camion e molte altre bestie a 2 e 4 zampe. La moto è scomoda e poco reattiva e io sono seduta con tutti i muscoli in tensione. Cerco di pensare positivo na mi fa male dappertutto e ho paura. Poi la paura si placa e la sensazione va molto meglio, ma il mio corpo soffre la postura passiva. Ogni 45 minuti chiedo al mio autista di fermarsi per lasciarmi sgranchire le gambe e fare una corsetta. L'apice dell'avventura lo raggiungiamo quando cerchiamo di stare sulla moto nonostante la sabbia, e falliamo miseramente, cadiamo 2 volte. Cadiamo sul morbido e ci facciamo una risata. Finalmente dopo 2 ore di viaggio i pinnacoli calcarei si intravvedono all'orizzonte. Sono uno spettacolo della natura. Visitiamo gli tsingy rouge piccoli, quelli grandi e il canyon. Una bella avventura la nostra. Avrei scommesso che la nostra moto si sarebbe rotta e invece no, che fortuna!! Il viaggio di ritorno è stancante e diabolico come quello dell'andata. Arriviamo a Diego che sono accaldata, piena di polvere in faccia e sui vestiti e affamata. Vado a mangiare in un ristorantino gestito da un uomo svizzero francese e poi vado a farmi una meritata doccia. Piu tardi esco per fare alcune compere, preparo lo zaino per partire e ceno all'hotel. Ora sono pronta per andare al taxi Be a guardare la partita dei mondiali. Mi raggiungerà Estefani, la ragazza dell'Ecuador conosciuta a Nosy Be sulla barca. A chi si tifa stasera??
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RispondiEliminaCarissima Elooooo!!! Cogli tante belle EMOZIONI da questo viaggio e tienile strette per sempre nel tuo cuore, come sai fare tu!!!
RispondiEliminaCon affetto Laura��