L'autista

Devo assolutamente scrivere un post a parte per parlare dell'autista di oggi del taxi - brousse che mi ha condotta a Diego Suarez. La strada che ci separa dalla destinazione è lunga 350 km di buchi, asfalto rotto e sconnesso, terra, animali, passanti, carretti, e ci impiegheremo circa 9 o 10 ore. Appena salgo sul mezzo l'autista comincia a parlarmi nella sua lingua fingendo di non parlare francese; io gli rispondo in italiano. Sono seduta nel sedile accanto al cambio e lui mi sta appiccicato fissandomi con il ghigno. È giovane e spavaldo ma sfiora l'irriverenza. Nei miei viaggi mi piacerebbe essere spesso una mosca per capire cosa la gente dice di me ridendo di gusto. La maggiorparte del viaggio il giovanotto amante di videogames lo passa contando i soldi accartocciati nelle sue tasche, nel coprimanubrio, lo passa telefonando o mangiando. Si ferma a merendare, pranzare, cenare ogni 20 minuti (succhi, yogurth, zuppa, riso, carne, frutta, verdura,...). E noi? Pigiati al caldo sul bussino. Per il resto del tempo telefona, canta, suona il manubrio come fosse un tamburo,  ascolta musica ad altissimo volume, balla o smercia frutta dal finestrino con ogni auto o camion che passa. Un paio di volte si ferma a cambiare la gomma bucata del nostro mezzo. Quando non fa pausa, non mangia e non telefona guida il bus come un vero criminale, passando rasente i muri, muretti, marciapiedi, animali, ragazzini, bambini. Alla sera si diverte ad aumentare la velocità e fare i fari alti quando vede dei ragazzi a bordo strada e fa finta di andargli addosso. Io mi trovo nel posto davanti di fianco a lui e ovviamente senza la cintura... stufo ed annoiato dopo 5 ore di viaggio decide che è ora di mettere un po' di pepe nella sua guida e fa a gara con un altro bus. Pare di essere al luna park e giocare agli auto scontri!È altamente irritante ed antipatico il tipo, però sa essere dolce con il vecchiettino accanto a me che dorme accidentalmente per ore sulla mia spalla. Verso la fine del viaggio mi chiede pure come sto... Non riesco a sgranchire le gambe, il sedere è quadrato e gli arti anchilosati. Fa un caldo atroce e poi un freddo assurdo perchè un vento forte entra dal finestrino entrandomi nelle orecchie. Arriveremo mai a destinazione?

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mercoledi...

Che c'è?

Capanna Alzasca