Il giro in barca

Il sole entra forte dalla porta finestra diritto sulla mia fronte mentre sono a letto. Mi lascio cullare da questo insolito risveglio e realizzo che durante la notte non ha piovuto e che la giornata di oggi è meravigliosa sin da subito. La mia pelle bianca si preoccupa e spera nella nuvoletta di fantozzi che la possa proteggere dall'arrossamento gamberesco. Rimango pigramente sdraiata per qualche altro minuto. Alle 7.30 sono in cortile ad aspettare il mio tuk tuk che però tarda. La loro filosofia è "mora mora" ovvero piano piano quindi è meglio non prendersela e attendere con pazienza e pace.
Quando arriva ci salto su con agilità e mi faccio condurre alla spiaggia di Ambatoloaka. Mi ero ripromessa di non andare in questo luogo squallido e pervertito ma essendo il luogo di partenza della mia escursione non posso evitarlo. La cittadina mi sembra la fotocopia di Patong in Tailandia, chi la conosce la evita. La mia guida arriva in netto ritardo a causa di un imbottigliamento ad Hell Ville e chiede mille volte scusa. Bisogna dire che questo popolo non è molto acuto nell'arte dell'accoglienza ma spera sempre che tu ne esca soddisfatto e se qualcosa va storto è molto dispiaciuto.
Attendo sulla spiaggia insieme ad altri turisti per lo più italiani e francesi per parecchio tempi. Ingannando i minuti cerco una bancarella che mi affitti la maschera da snorkeling e le pinne. Quando finalmente la barca è pronta ci imbarchiamo e partiamo velocemente verso il largo. Navighiamo 30 minuti circa e giungiamo a Nosy komba. Qui visitiamo il villaggio colmo di bimbetti intenti a giocare per strada e colmo di bancarelle per turisti ed un parco di Lemuri Maki. I lemuri sono talmente abituati alla gente che vengono sulla spalla a fare la foto e a succhiare la banana. Il tour dura 45 minti e poi piano piano ritorniamo alla barca e in 30 minuti arriviamo a
Nosy Tanikely. La spiaggia è un piccolo pezzo di paradiso di spiaggia bianca e acque turchesi. Abbiamo il tempo di goderci il mare e i suoi coralli prima di pranzo. Impugno la maschera, infilo le pinne e vado a caccia di animali marini. Avvisto abbastanza subito una tartaruga e la inseguo. La osservo mentre morde i coralli e mentre dei pesci neri la infastidiscono toccandole gli occhi. Poco più avanti scorgo un polipo incredibilmente abile nel mimetizzarsi tra i coralli. Si muove in maniera cauta grazie ai tentacoli e poi si ferma immobile a lato di un corallo color marrone. Proseguo il mio giro e vedo dei pesci trombetta e altri pesci molto colorati. Felice e contenta, affamata come non mai mi siedo insieme ai miei compagni di gita all'ombra di un immenso albero. Ci servono del pesce, del riso al cocco, dell'insalata di patate e tutto appare delizioso e gustoso. I cuochi sono arrivati in barca con noi ed hanno cucinato alla griglia come fossimo in campeggio. Una meravigliosa esperienza! La pancia è piena e la sonnolenza sopraggiunge. Non rimane altro che spiaggiarmi e schiacciare un pisolino. Mi addormento con metà corpo al sole e metà all'ombra e mi godo la tranquillità di quel momento. Purtroppo giunge anche l'ora di rientrare sull'isola principale e dire addio alla spiaggia paradisiaca. Il mio autista del tuk tuk mi sta aspettando e mi accoglie a riva con un carismatico "salut"! Mi riporta all'hotel ma io lo arruolo subito per la missione "valigie per il centro dei bimbi Stella Maria". Carichiamo le due valigie sul tuk tuk e a gran velocita ci fiondiamo verso il comprensorio di Manga Be. Suor Helene è pronta ad accoglierci con un sorriso dolce e delle parole di benedizione. Le consegno i vestiti e dei soldi da parte dell'associazione Malembe Mpangi per operare un altro bambino ad una gamba. La suora mi spiega che un gruppo di medici svizzeri arriva domani per osservare i bambini e decidere quali hanno la priorita per essere operati. Oggi il centro e pieni di volontari di un gruppo inglese chiamato Frontier. Questi ragazzi sono sull'isola per insegnare l'inglese ai bambini e una volta alla settimana vengono qui al centro a giocare con i cuccioli. Tra di loro c'e un ragazza svizzera molto gentile che viene da Schwiiz. Chiacchieriamo un po'e ci scambiamo i numeri di telefono. I bambini oggi hanno la visita di parecchi genitori e la spiaggia pullula di turisti che passano per un saluto. I bambini sono molto eccitati e saltano come dei grilli. Io gioco con Francel e lo osservo mentre con tutta la potenza che ha in corpo calcia il pallone rosso da calcio. E pensare che questo tesorino ha grossi problemi alla gambe... ma dove trova tutta questa forza interiore per provare e riprovare nonostante le difficoltà che ha?? È un piacere per il cuore sentire la forza d'animo e le risate che sgorgano dal loro cuore grati per il tempo trascorso insieme. Sarà questo..  forse tutto si riduce a questo... il tempo... è sempre una questione di tempo e di attenzioni. Scatto tantissime fotografie e loro amano mettersi in posa. La baia ci regala un tramonto meraviglioso che lascia segni emotivi nel mio Io. Sono a bordo mare, mentre il mare si tinge di rosso, coccolando dei bimbi amorevoli e lottatori e posso dire di non poter chiedere di più. L'appagamento è totale. Abbraccio i bimbi, saluto suor Helene e rientro a casa passando per la spiaggia. Il giorno che sono arrivata la spiaggia era deserta ma non mancava chi mi importunasse. Mi era apparso un luogo inospitale. Poi ho conosciuto il bar e il ristorante dove ho passato tutte le serate a cenare e guardare il calcio, ho conosciuto i bimbi del centro, ho conosciuto le persone del villaggio e l'aria è cambiata. La sento un pochino anche casa mia. È bastato un sorriso, è bastato un saluto, è bastato percorrere la stessa stradina malmessa per 4 volte per sapere che ogni parte del mondo è casa, basta saper stare con le persone che incontri con umiltà e saggezza, con sorriso e serenità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il mercoledi...

Che c'è?

Capanna Alzasca