Giornata di venerdi (tour)
Ma le 5.30 in cui è prevista la partenza è l'orario europeo o malgasch? Mora mora amie. ... ci dicono... venite a prendere la colazione al baracchino del paese. Beviamo tè e caffè e mangiamo dei dolcetti fritti e un pezzo di torta fatto con farina di mais. Alle 6. 30 è tutto caricato e noi in 1 ora e mezza volando arriviamo al porto. Sembra buffo parlare di porto visto che si tratta di un sentiero che termina nell'acqua. I nostri rematori ci stanno attendendo e appena arrivati preparano le piroghe con i nostri zaini e i materassi destinati alle tende. Sulle barche viene caricata l'acqua, i fornelli, il riso, le patate, la verdura, la frutta, le bottiglie di rum mischiate allo zenzero, cannella o fragola, le pentole, il carbone, le tende, i materassi, e un sacco di altri oggetti. Queste persone che stanno lavorando per noi sembrano delle formichine operaie. Quando è tutto pronto ci invitano a togliere le scarpe e a salire agilmente sulla barchetta. Io la condivido con la nostra guida Fred, con il rematore e con Audrey. Quando mi siedo al mio posto mi sembra di sognare. Chi avrebbe mai detto che avremmo avuto delle poltrone al posto dei sedili scomodi in legno dove non si può nemmeno appoggiare la schiena? E non dobbiamo neppure pagaiare... tutte le fortune del mondo! Navighiamo per 4 ore sul fiume guardando il panorama, godendoci il sole e lo sciabordio dell'acqua. Mi sento come un bebè che viene messo in auto e portato in giro per farlo addormentare. Durante la mattinata ci fermiamo spesso a riva per dare del cibo ad alcuni villeggianti, per sgranchire le gambe e per fare pipì. Ad un certo punto si avvicinano due tipi dalla faccia losca e prendono dalla nostra barca ciò che vogliono. Pare li si debba assecondare per evitare che la situazione degeneri. Puntano le mie infradito, ma sembra che i turisti non li tocchino. Ci allontaniamo un po' intimoriti ma Fred ci rassicura che è normale. È come pagare il pedaggio.
Le nostre piroghe sono 5 e su quella dei nostri vicini di navigazione viene cucinata la carne: tagliata, speziata e messa a cuocere. Sulla nostra barca viene tagliata la verdura e le patate. Alle 12 ci fermiamo in una spiaggetta e i nostri eroi malgasci ci cucinano un pasto coi fiocchi. Mentre attendiamo che il pasto sia pronto prendiamo confidenza con alcuni bimbi che bazzicano la zona in cerca di cibo. Sono pieni di polvere ma dolcissimi. Sono giovanissimi e pieni di voglia di correre e di giocare. Una ragazza un po' più grande è con loro. Qualcuno ci dice che è la madre e che ha 10 anni. Cosa?? Non è possibile. Ma forse si. Ma io spero di no. Vogliono sapere i nostri nomi, e li imparano subito, vogliono le foto. E attendono gli avanzi del nostro pranzo. Li accontentiamo e poi ce ne andiamo e trascorriamo tutto il pomeriggio sulla barca. Alle 16 arriviamo alla cascata, magica e fresca, che sogno! Facciamo il bagno e ci rilassiamo. Poi attraversiamo il fiume per arrivare al nostro accampamento, le tende sono già montate. La spiaggia è bella, grande e ci propongono subito un aperitivo a base di rum. Leggerino! Mentre attendiamo la cena i bimbi ci tengono compagnia ballando e suonando e con grande gratitidine li accompagniamo col battito delle mani. Si intravvede qualche stella tra le nuvole ma la via lattea stasera sarà nascosta. La cena è squisita e la serata termina con dei balli e canti intorno al fuoco. Improvvisamente un tipo con la faccia familiare si ferma davanti a me. È Ernesto... ,oh no!Inizia a piovere forte e tutti scappiamo dal falò ed andiamo a nasconderci nella tenda. L'acqua filtra attraverso la copertura del nostro tetto e l'umidità tra le mie cose cresce a dismisura. Durante la notte mi sveglio per fare pipì e la mia bocca si spalanca di stupore alla vista della via latte.
Le nostre piroghe sono 5 e su quella dei nostri vicini di navigazione viene cucinata la carne: tagliata, speziata e messa a cuocere. Sulla nostra barca viene tagliata la verdura e le patate. Alle 12 ci fermiamo in una spiaggetta e i nostri eroi malgasci ci cucinano un pasto coi fiocchi. Mentre attendiamo che il pasto sia pronto prendiamo confidenza con alcuni bimbi che bazzicano la zona in cerca di cibo. Sono pieni di polvere ma dolcissimi. Sono giovanissimi e pieni di voglia di correre e di giocare. Una ragazza un po' più grande è con loro. Qualcuno ci dice che è la madre e che ha 10 anni. Cosa?? Non è possibile. Ma forse si. Ma io spero di no. Vogliono sapere i nostri nomi, e li imparano subito, vogliono le foto. E attendono gli avanzi del nostro pranzo. Li accontentiamo e poi ce ne andiamo e trascorriamo tutto il pomeriggio sulla barca. Alle 16 arriviamo alla cascata, magica e fresca, che sogno! Facciamo il bagno e ci rilassiamo. Poi attraversiamo il fiume per arrivare al nostro accampamento, le tende sono già montate. La spiaggia è bella, grande e ci propongono subito un aperitivo a base di rum. Leggerino! Mentre attendiamo la cena i bimbi ci tengono compagnia ballando e suonando e con grande gratitidine li accompagniamo col battito delle mani. Si intravvede qualche stella tra le nuvole ma la via lattea stasera sarà nascosta. La cena è squisita e la serata termina con dei balli e canti intorno al fuoco. Improvvisamente un tipo con la faccia familiare si ferma davanti a me. È Ernesto... ,oh no!Inizia a piovere forte e tutti scappiamo dal falò ed andiamo a nasconderci nella tenda. L'acqua filtra attraverso la copertura del nostro tetto e l'umidità tra le mie cose cresce a dismisura. Durante la notte mi sveglio per fare pipì e la mia bocca si spalanca di stupore alla vista della via latte.
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