Antsirabe è la terza città piu grande dell'isola ed è un importante centro agricolo.
È inoltre nota per le acque acque curative e vanta una lunga storia come centro termale, che iniziò quando i missionari norvegesi verso la fine del XIX secolo, costruirono una casa di cura e strade acciotolate che si possono vedere ancora oggi. La vocazione di Antsirabe come stazione termale proseguì successivamente con i francesi che la trasformarono in una raffinata meta per i ricchi colonizzatori in fuga dalla confusione della vicina Tana. Il fascino dell'epoca si sta però dissolvendo un po' ovunque. Antsirabe, comunque, è una città piena di vita: vi hanno sede grandi aziende tessili e del settore alimentare. La produzionse della birra locale chianata THB avviene soprattutto nel birrificio di Antsirabe.
Stammattina mi sono alzata con tranquillità alle 9 e ho mangiucchiato qualcosa in stanza. Verso le 10.30 sono uscita a fare un giro della cittadina con i suoi immensi viali alberati e i colorati pousse pousse. Il cielo era coperto e grigio ma nel corso della giornata si è trasformato in un bellissimo colore azzurro. La temperatura era calda per il sole che picchiava, poi fredda per il vento che tirava; io sudavo, poi avevo freddo, poi caldo, poi i brividi. Era un continuo mettere e togliere la giacca e lo scialle. I venditori di souvenir non mi hanno lasciata in pace per nemmeno un secondo. Mi puntavano, si lanciavano su di me e attraversavano la strada correndo. Io da loro non ho comprato nulla, però oggi ho fatto degli acquisti. Ho visitato un atelier di oggettistica in miniatura fatta con oggetti riciclabili (con tanto di dimostrazione), una bottega di olii essenziali e una di oggetti creati con le corna degli zebù. Per arrivare in questo luogo ho dovuto camminare parecchio ed attraversare un mercato. I ragazzi erano occupati a rincorrere le galline, a giocare a calcetto sotto una tettoia, un gruppo di uomini giocava a bocce sulla rossa terra, un signore peparava dei bicchieri in latta con l'aiuto di un marchingenio che comprendeva una ruota di bicicletta. Le donne erano dietro le bancarelle di frutta, verdura, carne, vestiti. Dopo questa breve visita ho camminato fino alla piazza che era molto suggestiva, ho visto la cattedrale e poi il centro termale abbastanza in decadimento. La fame mi ha portato chez Jenny, un localino ben tenuto, decorato con disegni vivi e pareti colorate. Il tavolo era decorato con tovaglioli a forma di uccello. Ero l'unica nel ristorante fino alle 13.30, quindi mi sono goduta la tranquillità.  Ho mangiato un pochino di carne e della verdura. E ho terminato il pasto con un piattone di frutta.
Il tardo pomeriggio l'ho trascorso riposando e leggendo e ora sono a cena. L'idea è di andare a casa presto per evitare serate come ieri sera, ma chi lo sa come andrà a finire. Poco fa ho conosciuto alcuni elementi del gruppo di domani, partenza confermata.

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