Alle 6.30 il mio taxi è fuori dal portone dell'hotel ad aspettarmi. Devo essere alle 7 alla stazione privata dell'agenzia Matalala. La signora responsabile della vendita dei biglietti ieri sera mi ha chiamata per ricordarmi la partenza di stamattina, è stata molto premurosa. Il bus parte alle 8 circa e siamo 7 persone a bordo. Sento spesso la parola Salam e mi domando se durante la notte sono stata catapultata a mia insaputa in medio oriente. Nel corso della giornata scopro che Salama e il saluto che si usa in questa regione. Ma che fine ha fatto balaciara?? Ci ho messo 2 settimane a ricordarlo (pensando a Chiara che balla) e ora me lo cambiano perbacco. Eppure in India si dice Namaste in tutta la nazione e non Namaste al nord, sasuma al centro e gurdum al sud! Gli altri passeggeri viaggiano tutti a Toliara, sono passeggeri di lusso, i ricchi di Tana. Per una volta mi sento tranquilla e rilassata senza avere gli occhi di tutti addosso. Il bus è piccolino, comodo ed ha pure i cuscinetti come in aereo da mettere intorno al collo, chiamasi comfort. Un uomo malgascio molto divertente e spiritoso fa il provolone con me. Il suo posto a sedere di fianco all'autista dopo la prima pausa bagno viene abbandonato spudoratamente e me lo ritrovo seduto accanto a me a farci i selfie e a sorridermi. Ogni tanto la sua mano sfiora la mia gamba e subito il mio sguardo di fuoco gliela fa togliere di scatto. L'apice della comicità la raggiunge quando inizia a parlare di religione. Pochi secondi e gli dico:" Uei bello, vai a fare il missionario altrove! Vai a convertire qualcun'altro!". Devo ammettere che ha allietato il mio viaggio di 4 ore. Al rientro a Tana secondo lui verrò ospitata nella sua umile dimora... come no!!!!
Il panorama delle risaie e dei campi coltivati è meraviglioso, il tutto corollato dalle case in terra rossa. L'autista mi lascia al bivio della principale che va verso Toliara con la strada che entra in centro. Un ragazzo timido e gentile si avvicina a me e mi chiede se può portarmi al mio alloggio col suo triciclo - pousse. Come posso rifiutare? Mi porta chez Billy dove però la mia stanza è magicamente sparita nonostante la mia telefonata di ieri e mi manda da sua zia che ha delle stanze. Il freddo si fa sentire e di giorno è gia più freddo di Tana, inoltre oggi tira un vento gelido. Come sarà stanotte? Forse avrò gia bisogno del mio sacco a pelo. Mentre porto il mio bagaglio in stanza si affianca un uomo e mi chiede se voglio aggregarmi ad un tour di 8 giorni nella parte ovest fino alla cittadina di Morondova. Evidentemente il piano mi alletta visto che è una meta a cui ambivo senza però sapere né come andare né quando. Friedrik mi lascia il tempo di andare velocemente in camera a sistemarmi e poi lo seguo al ristorante per farmi spiegare i dettagli dell'avventura. Il gruppo è formato da alcuni canadesi e alcuni francesi, saremo 5 o 6 in totale. Dormiremo qualche notte in hotel, qualche notte in tenda sulla spiaggia lungo il fiume che percorreremo in canoa. Useremo queste barchette per andare oltre la zona fluviale e poi continueremo con il 4x4. L'avventura è assicurata, do la mia caparra alla guida e domani si parte. Ci vuole poco a convincermi vero? Questo e il lato che piu amo del viaggiare da sola in totale libertà. Nel frattempo il mio piatto di pesce è arrivato ed io affamata lo divoro. Nel pomeriggio esco a cercare il bus che mi porti al lago che dista 7 km dal centro. Lungo lo strada posso notare l'ambiente gioviale di questa città bella e accogliente. I pousse pousse, i ciclo pousse, i bus di tutti i colori e la gente sorridente. Sono passata dalla zona nord dell'isola dove la gente camminava per strada con ciabatte e pareo alla zona centrale in cui la gente vive in giacca, pantaloni e scarpe (o ciabatte e calze). Quando arrivo al lago tira molto vento e il cielo è molto nuvoloso. Inizio a percorrere il sentiero che circonda il lago e poco dopo mi inerpico su una montagna terrazzata. Il cielo improvvisamente si libera dalle sue nuvole per regalarmi il lago da cartolina. La gente che incontro sul sentiero mi saluta, si ferma e in silenzio mi fa compagnia. Qui mi sento al sicuro, non devo tenere d'occhio i miei averi che a nessuno interessano. Sul cammino di rientro incontro delle bimbe vestite in rosa che tornano da scuola dopo la caciara fatta nel cortile e altre bimbe che vengono accompagnate in braccio dalle sorelline più grandi. Il sole è sparito di nuovo ed io mi sento felice. In fondo la felicità è uno stato d'animo temporaneo che ti permette di sentire il cuore fluttuare e la mente sgombra. Una sensazione meravigliosa.
È ora di rientrare, di prendere il bus e andare nella zona centrale della cittadina ad osservare la gente che lavora. Poi cena e relax.
Probabilmente per 7-8 giorni non avrò internet. A risentirci presto. Baciii
Il panorama delle risaie e dei campi coltivati è meraviglioso, il tutto corollato dalle case in terra rossa. L'autista mi lascia al bivio della principale che va verso Toliara con la strada che entra in centro. Un ragazzo timido e gentile si avvicina a me e mi chiede se può portarmi al mio alloggio col suo triciclo - pousse. Come posso rifiutare? Mi porta chez Billy dove però la mia stanza è magicamente sparita nonostante la mia telefonata di ieri e mi manda da sua zia che ha delle stanze. Il freddo si fa sentire e di giorno è gia più freddo di Tana, inoltre oggi tira un vento gelido. Come sarà stanotte? Forse avrò gia bisogno del mio sacco a pelo. Mentre porto il mio bagaglio in stanza si affianca un uomo e mi chiede se voglio aggregarmi ad un tour di 8 giorni nella parte ovest fino alla cittadina di Morondova. Evidentemente il piano mi alletta visto che è una meta a cui ambivo senza però sapere né come andare né quando. Friedrik mi lascia il tempo di andare velocemente in camera a sistemarmi e poi lo seguo al ristorante per farmi spiegare i dettagli dell'avventura. Il gruppo è formato da alcuni canadesi e alcuni francesi, saremo 5 o 6 in totale. Dormiremo qualche notte in hotel, qualche notte in tenda sulla spiaggia lungo il fiume che percorreremo in canoa. Useremo queste barchette per andare oltre la zona fluviale e poi continueremo con il 4x4. L'avventura è assicurata, do la mia caparra alla guida e domani si parte. Ci vuole poco a convincermi vero? Questo e il lato che piu amo del viaggiare da sola in totale libertà. Nel frattempo il mio piatto di pesce è arrivato ed io affamata lo divoro. Nel pomeriggio esco a cercare il bus che mi porti al lago che dista 7 km dal centro. Lungo lo strada posso notare l'ambiente gioviale di questa città bella e accogliente. I pousse pousse, i ciclo pousse, i bus di tutti i colori e la gente sorridente. Sono passata dalla zona nord dell'isola dove la gente camminava per strada con ciabatte e pareo alla zona centrale in cui la gente vive in giacca, pantaloni e scarpe (o ciabatte e calze). Quando arrivo al lago tira molto vento e il cielo è molto nuvoloso. Inizio a percorrere il sentiero che circonda il lago e poco dopo mi inerpico su una montagna terrazzata. Il cielo improvvisamente si libera dalle sue nuvole per regalarmi il lago da cartolina. La gente che incontro sul sentiero mi saluta, si ferma e in silenzio mi fa compagnia. Qui mi sento al sicuro, non devo tenere d'occhio i miei averi che a nessuno interessano. Sul cammino di rientro incontro delle bimbe vestite in rosa che tornano da scuola dopo la caciara fatta nel cortile e altre bimbe che vengono accompagnate in braccio dalle sorelline più grandi. Il sole è sparito di nuovo ed io mi sento felice. In fondo la felicità è uno stato d'animo temporaneo che ti permette di sentire il cuore fluttuare e la mente sgombra. Una sensazione meravigliosa.
È ora di rientrare, di prendere il bus e andare nella zona centrale della cittadina ad osservare la gente che lavora. Poi cena e relax.
Probabilmente per 7-8 giorni non avrò internet. A risentirci presto. Baciii
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