24 ore di viaggio in bus

È arrivato il momento per me di lasciare il nord e rientrare a Tana. Da li proseguirò verso sud. Parlo con Laurent e gli dico di prenotarmi un posto a sedere sul bus, un posto decente visto che dovrò trascorrerci 24 ore.  Ci pensa lui e mi da la conferma. Alle 14 Jean mi accompagna ad Ambilobe da dove partirà il mio bus. Arriviamo e stanno caricando le valigie sul tetto di un taxi brousse. Due signori mi confermano il posto al finestrino dietro l'autista che avevo riservato e mi dicono che partirà fra qualche istante. Mi faccio una grassa risata... voglio proprio vedere quanto questi pochi istanti dureranno.. difatti partiremo dopo 2 ore. Il posto pattuito non è disponibile, qualcuno lo ha occupato e mi danno quello vicino alla porta. È il peggiore perché ogni volta che il bus si ferma devi scendere per fare uscire tutti. Ma non solo... succede che i 4 posti saranno occupati da 5 persone. Partiamo pigiati e col fiato corto per il caldo. Va sempre a finire cosi, che noia!  In ogni modo cerco un'alletata o un alleato, è necessario per sopravvivere in questo lungo lunghissimo viaggio. Guardo tra la folla e mi colpisce una donna fine ed elegante con i lineamenti familiari. Più tardi quando ceneremo insieme nel corso di una sosta mi conferma di essere in parte malgascia e in parte indiana. Mi passa il suo contatto nel caso in cui io abbia bisogno di qualcosa nelle settimane a venire e mi accompagna in bagno. Il posto dove il bus si ferma a cena è una sorta di mercato notturno colmo di bancarella e di cibo gia pronto. Noi ci sediamo da una signora che ci sbatte davanti al naso un pesce duro e bruciacchiato e del riso marmifero. Mando giu il cibo per avere un po di energia per sopravvivere alla notte in bianco e osservo lo squallore di questo posto. La gente si trascina da una parte all'altra della strada, i bambini corrono scalzi tra spazzatura e detriti, il bagno è una fetida latrina a cielo aperto dove sicuramente girano le pantegane. Non basta mettere un panno davanti al naso per non sentire questo tanfo micidiale. Con sollievo la pausa cena termina e noi torniamo a fare le statue di cera. Io sono l'unica bianca eppure sono invisibile; nessuno mi degna di uno sguardo e tantomeno di una parola. Mi faccio i fatti miei e provo a riposare.Ogni 3 ore scendiamo dal bus per sgranchire le gambe e fare pipi. Il viaggio termina alle 16 a Tana. Una quindicina di autisti si lancia su di me prima ancora che il mezzo si sia fermato per accaparrarsi il mio servizio all'hotel. Stanca e poco reattiva scelgo il primo che mi capita sotto tiro e prima di andare in centro mi faccio accompagnare a comprare il biglietto del bus di martedi per Antsirabe.

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